RS TRAIL EXPERIENCE: LA SPIPOLA VISTA DA ROMANO

TRAIL CIRCUITO DELLA SPIPOLA
di Romano Sgarzi

Riassunto emozionale
Arriviamo al parcheggio Spipola, il coach si presenta con un cappellino e una barba alla Chuck Norris e questo già mi preoccupa. Siamo un gruppetto di circa otto persone. Negli occhil’incoscienza della gioventù, nei miei solo inoscienza. Dopo un briefing di rito su attrezzaturee poteri miracolanti del potassio, si parte. E subito si sale. Il coach ci rincuora: “dai che avetegià fatto cinquanta metri!”. Grazie.

Avevo dimenticato la salita, chiusa nei recessi della memoria causa covid. E questa è poco più di un collinare. Il resto della compagnia è
sorridente. Chiedo chi ha una radio accesa, sento parlare dalla partenza. Mi guardano stranopoi mi accorgo che era la Zaipol. La natura si dipana e dal bosco fresco e ombreggiato saliamo su una spianata soleggiata. Mi raccontano che è il cammino di Sant’ Antonio. È chiaro, dove c’è un santo c’è sempre sofferenza. Dietro a me ho Michele, un watusso che fa sei metri al passo e finge di essere vecchio, sale con indifferenza, come se pattinasse sull’ erba. In cima foto di rito con panorama. L’abbraccio della collina è meraviglioso. Bologna è solo un’orma color mattone di un animale strano. Finalmente discesa e ci si diverte. Come bambini ci lanciamo. Mi accorgo che il watusso non va forte solo in salita e subito prende la seconda posizione. Davanti Max Norris, in discesa non gli vedo più le gambe, sembra un Barbapapà, un Casper che vola fra le stanze di un castello. Io le gambe le sento, ma non vanno più forte di così. Rinascerò cervo a primavera. Per ora cinghialone. Siamo su un tratto di asfalto in salita, sotto il sole, comincio ad arrancare. Dietro sento un rumore di zoccoli, è il coach che sta arrivando come uno squad. Per un attimo ho paura che mi ordini di seguirlo. Arriviamo al cimitero per rifornimento d’acqua, mi rifiuto di entrarci, anche perché non so se riuscirò a uscirne. Le ragazze sono tranquille,
perfino la Manu, al suo debutto in società, è fresca come una rosa e non sembra nemmeno sgualcita. L’abito in ordine e pronta per il prossimo ballo. Si scende di nuovo, una discesa più lunga. Il watusso sempre davanti. Radio Zaipol sempre accesa su un notiziario. Tappa alla grotta della Spipola e al buco delle lumache. Guardo la collina e come al solito rimango senza parole. I colori sono assolutamente indescrivibili. Ormai manca poco, la fatica però lascia il posto a un benessere che pervade. Mi sento rinfrancato e piacevolmente rilassato, tornano perfino le energie. Arriviamo al parcheggio, Zaipol non si ferma e penso voglia tornare giù a
piedi. Io ero terrorizzato per il terzo tempo, pensavo di dover rifare il percorso. Ma poi capisco con sollievo cos’è e capisco perché nelle tabelle il terzo tempo non esiste. Salame, pizzette, focaccia e formaggi, e l’immancabile birra, e le foto finali. Tutto è perfetto. Si può cristallizzare nella memoria. Sono pronto per la prossima tappa. Un ultimo sguardo alla cima di Montecalvo e poi saliamo in auto verso la città. Nelle orecchie ancora l’eco dei nostri passi sul sentiero e radio Zaipol che, per fortuna, ha ripreso le trasmissioni.

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