
Treviso è una città con una lunga tradizione sportiva, dove la corsa ha sempre avuto un posto speciale. Non poteva quindi mancare una realtà come la Runner’s School Italia, che qui
ha trovato terreno fertile per crescere e diventare un punto di riferimento per tantissimi appassionati.
Dal maggio 2023, sotto la guida di Cinzia Mattiolo, è nata la Treviso Runner’s School, una scuola “multi-tasking” che non si limita ad accompagnare i neofiti nella loro prima esperienza di corsa, ma propone anche programmi per podisti più esperti, camminatori e, a breve, la grande novità della Fit Runner’s School.
Cinzia è una professionista con un profilo unico: appassionata di atletica fin dall’infanzia, istruttrice FIDAL, laureata in Scienze Motorie e con specializzazioni in postura, Pilates, yoga educativo e prevenzione infortuni. Una donna che unisce competenze tecniche, esperienza sul campo e una visione inclusiva dello sport. Parallelamente, vanta oltre 25 anni di carriera nel marketing e nella comunicazione in aziende multinazionali di primo piano, un bagaglio che oggi riversa anche nella gestione e crescita della scuola.
Abbiamo voluto conoscerla meglio e farci raccontare da lei come è nata questa avventura, quali sono i valori alla base della Treviso Runner’s School e quali obiettivi guarda al futuro.

Ecco la nostra intervista a Cinzia Mattiolo.

D: Cinzia, come nasce il tuo rapporto con la corsa?
R: Corro da sempre, perché sono stata avviata presto all’atletica, ma soprattutto perché è un vizio di famiglia. Correre per me è diventato una sensazione di “stare a casa”, di essere in famiglia.
D: Oltre alla corsa, ti sei avvicinata anche al Pilates. Ci racconti come?
R: Ho approcciato il Pilates per uscire da un brutto incidente che ho avuto 14 anni fa. Da allora ho cercato sempre di più di approfondire lo studio della postura e del movimento in generale, fino ad arrivare a laurearmi in Scienze Motorie. Questo mi ha permesso di mettere sempre più competenze in quello che faccio. L’aggiunta del Pilates al corso di corsa è stata una conseguenza naturale: senza articolarità e mobilità, il gesto della corsa risulta legato ed è più frequente incorrere in traumi o infortuni.
D: A Treviso Runner’s School non vi occupate solo di corsa, ma anche di camminata e altre attività. Qual è la filosofia alla base dei vostri corsi?
R: Mi auguro che i corsi 2025/26 possano essere la risposta sul territorio a quello che la gente cercava: non solo corsa, ma anche camminata, attività specifiche per il benessere generale e allenamenti adattati a esigenze particolari. Cerco di dare risposte anche ad ambiti più specifici come l’allenamento al femminile o percorsi pensati per chi ha situazioni particolari.

D: Qual è stata la risposta degli allievi in questi primi anni?
R: Sono molto contenta! I nostri atleti sanno che possono venire ad allenarsi per migliorare, ma soprattutto per divertirsi in compagnia. Troppo spesso si pensa che la performance vada a scapito del divertimento, ma non è così! In questi tre anni abbiamo raggiunto circa 100 atleti e un ricco gruppo continua ad allenarsi con costanza: ormai siamo una vera squadra.
D: Guardando avanti, quali sono i tuoi obiettivi per il futuro della scuola?
R: Mi piacerebbe che Treviso Runner’s School diventasse sempre più un punto di riferimento sul territorio, capace di avvicinare alla corsa chi parte da zero, ma anche di offrire percorsi di qualità a chi vuole crescere e mettersi in gioco. E, soprattutto, che rimanga sempre un luogo di benessere, amicizia e condivisione.
D: Vuoi fare un ringraziamento speciale a qualcuno che ti affianca in questa avventura?
R: Certamente! Un grazie enorme a Michelangelo Roberto, figura fondamentale nella gestione del gruppo e nel supporto agli allievi. La sua presenza costante e la sua disponibilità fanno davvero la differenza: è parte integrante della nostra squadra.
