Guida pratica alle scuse pre-gara: sopravvivere con onore alla griglia di partenza

Guida pratica alle scuse pre-gara: sopravvivere con onore alla griglia di partenza

Settimana di gara. Il runner diventa una creatura mitologica: metà atleta, metà dramma vivente. Se prima non vedeva l’ora di gareggiare, adesso passa le giornate a trovare il modo di giustificare (in anticipo) un eventuale flop.

D’altronde, chi ha detto che bisogna sempre spaccare il cronometro? A volte è più divertente spaccare la fantasia.

Ecco allora la nostra classifica delle scuse più assurde, creative e universali che sentirete (o direte) nel pre-gara.


🥐 “Ieri sera ho mangiato troppo”

Questa è la regina delle scuse. Che sia una pizza formato famiglia, una carbonara da 400 grammi o 12 fette di crostata “per caricare i carboidrati”, la colpa è sempre del piatto. E guai a chi osa dire che forse bastava fermarsi prima…


🦶 “Ho un dolore strano al piede che non avevo mai avuto”

Un dolore misterioso, spesso localizzato in un punto sconosciuto anche all’anatomia umana. Compare magicamente solo la settimana prima della gara e scompare appena finisce.


💨 “C’era troppo vento”

Il runner si sente un aquilone sballottato in aria. Anche se il vento era un alito leggero, basta a rovinare il PB. Peccato che sia sempre “contro”, mai a favore.


“Ho bevuto un caffè in più”

Sembra una cosa da niente, ma nel cervello del runner diventa la spiegazione universale: “Mi tremavano le gambe!”, “Avevo il cuore a mille!”, “Mi ha dato la tachicardia!”. Poi però li vedi sorseggiare un espresso prima della partenza.


🕷 “Non ho dormito bene”

Qui si apre un romanzo infinito: letto scomodo, gatti che saltavano sul cuscino, la luna piena, l’orologio che faceva tic tac. Oppure l’ansia pura. Tanto la colpa non è mai nostra.


🌧 “Faceva troppo caldo / troppo freddo / pioveva / c’era nebbia”

Meteo? Mai contenti. Se è caldo, “era un forno”. Se fa freddo, “non riuscivo a scaldarmi”. Se piove, “le scarpe pesavano il doppio”. Se c’è nebbia, “non vedevo dove andavo”.


🧃 “Non avevo abbastanza sali minerali”

Altra scusa tecnica. Così tecnica che nessuno osa contraddirti. Se poi aggiungi frasi tipo “Ho sbagliato la strategia di integrazione”, passi direttamente da runner normale a guru incomprensibile.


🤯 “Sono troppo stressato”

Tra lavoro, famiglia, gatti, cani, allenamenti, messaggi sul gruppo WhatsApp, la mente è stanca. Quindi la gara va presa “di passaggio”. Tradotto: se va male, ero stressato. Se va bene, sono un eroe.


“Sono partito troppo forte”

Chi non l’ha mai detta? Partenza a razzo per sentirsi fortissimi, poi dal terzo km in poi si cammina con lo sguardo perso nel vuoto.


🏆 “Non volevo tirare troppo oggi”

Versione elegante del “me la sono presa comoda”. Perfetta per chi ha già pronta la scusa per non sudare troppo… e per non spiegare ai colleghi di allenamento come mai hanno dovuto aspettarti all’arrivo.


Conclusione (seria, ma nemmeno troppo)

Ridiamoci su. Le scuse fanno parte del rituale, tanto quanto l’allaccio delle scarpe o il riscaldamento. L’importante è ricordarsi che ogni gara, anche quella dove “ho mangiato troppo” o “sono partito a razzo”, ci insegna qualcosa.

E poi… chi non ha mai inventato almeno una scusa, scagli la prima scarpa!


E tu? Qual è la tua scusa top? Scrivila nei commenti e vediamo chi riesce a essere più creativo! 😜