GUIDA UFFICIALE PACER
Ritmo, regolarità, gestione del gruppo e riferimenti di gara
Essere pacer non significa semplicemente correre una mezza maratona a un determinato ritmo.
Significa diventare per 21,097 km un punto di riferimento per tanti runner che hanno scelto
di affidarsi a noi per raggiungere il proprio obiettivo.
Il nostro compito principale è semplice: portare il gruppo al traguardo nel tempo indicato
sul palloncino, correndo nel modo più regolare, sicuro e affidabile possibile.
🎯 L’obiettivo: il tempo finale
Il riferimento principale è il tempo ufficiale della gara, non il passo medio visualizzato
sull’orologio. Il pacer deve gestire la gara pensando al tempo finale reale, tenendo conto che il GPS
può misurare qualche metro in più rispetto ai 21,097 km ufficiali.
- Partire controllati, senza farsi trascinare dall’entusiasmo dei primi chilometri.
- Mantenere un’andatura il più possibile uniforme.
- Controllare i riferimenti chilometrici ufficiali del percorso.
- Evitare continui cambi di ritmo per recuperare pochi secondi.
- Costruire gradualmente un piccolo margine di sicurezza, senza trasformarlo in minuti di anticipo.
⏱️ Meglio qualche secondo prima, mai troppo
È preferibile presentarsi negli ultimi chilometri con un piccolo margine piuttosto che essere costretti
ad accelerare nel finale. Possiamo costruire progressivamente un margine indicativo di
15-30 secondi complessivi, utile per assorbire rallentamenti ai ristori, curve,
traffico o piccoli imprevisti.
Il margine deve nascere con naturalezza durante la gara:
non dobbiamo impostare fin dall’inizio una gara volutamente più veloce.
Il palloncino indica una promessa al runner, non un tempo massimo da battere il più possibile.
🤝 Correre in coppia
Ogni fascia cronometrica avrà due pacer. I due pacer devono collaborare per tutta la gara:
uno può controllare maggiormente ritmo e passaggi, mentre l’altro può seguire il gruppo, comunicare con
i runner e verificare che l’andatura rimanga gestibile.
È fondamentale rimanere vicini: i due palloncini dello stesso tempo devono rappresentare
un unico gruppo e un unico riferimento.
le corde dei due palloncini potrebbero intrecciarsi tra loro.
Dal 15° km, all’occorrenza, uno dei due pacer può sfilarsi verso la coda del gruppo
per cercare di capire se qualche runner in difficoltà, con un piccolo aiuto e un po’ di incoraggiamento,
può riuscire a rientrare.
Se invece ci si accorge che la difficoltà è una vera crisi, il pacer
rientra nel gruppo principale e prosegue nel rispetto del tempo assegnato.
📍 GPS sì, ma attenzione ai cartelli
L’orologio è uno strumento utilissimo, ma non è il percorso ufficiale.
Se al cartello del km 10 il GPS segna 10,15 km, non dobbiamo accelerare per inseguire il passo medio
dell’orologio.
Il riferimento più affidabile diventa il
cronometro confrontato con i cartelli chilometrici ufficiali.
TEMPO TOTALE • PASSO MEDIO • DISTANZA
🚦 La partenza
È uno dei momenti più delicati. Nei primi metri ci saranno traffico, adrenalina e runner che partiranno
molto velocemente. Noi no.
Cerchiamo appena possibile il nostro ritmo senza zigzagare e senza sprecare energie per recuperare
immediatamente qualche secondo perso.
Ogni pacer dovrà inoltre posizionarsi nella zona della griglia più indicata in base al tempo assegnato.
In particolare, i pacer dei tempi più lenti non devono posizionarsi all’inizio della griglia,
evitando così di creare inutili ostacoli ai runner più veloci nelle prime fasi della gara.
Una partenza leggermente più lenta si recupera gradualmente.
Una partenza troppo veloce può compromettere la gara dei runner che ci stanno seguendo.
💧 I ristori
In prossimità del ristoro avvisiamo chiaramente il gruppo:
«Ragazzi, ristoro davanti!»
Evitiamo frenate improvvise. Se necessario rallentiamo leggermente, permettiamo alle persone di bere
e successivamente torniamo progressivamente al ritmo previsto.
Non serve recuperare in 200 metri tutto ciò che abbiamo eventualmente perso al ristoro.
🗣️ «State andando troppo forte!» – «State andando troppo piano!»
Durante la gara è praticamente inevitabile che qualcuno faccia osservazioni sul ritmo.
Queste sensazioni possono dipendere dal GPS personale, dal ritmo istantaneo, dalle condizioni del momento
o semplicemente dalla percezione dello sforzo.
Il pacer deve ascoltare, ma non deve modificare continuamente l’andatura sulla base delle richieste
dei singoli runner.
«È normale avere qualche differenza sul GPS. Noi controlliamo soprattutto tempo e cartelli chilometrici ufficiali.»
Se più persone fanno la stessa osservazione, un controllo in più va fatto.
Confrontiamoci anche con il nostro compagno pacer e verifichiamo il passaggio successivo.
Da evitare l’effetto elastico:
«siamo lenti» → acceleriamo → «siamo veloci» → rallentiamo.
Questi continui cambi di velocità sono molto più dispendiosi per il gruppo rispetto a qualche secondo di differenza.
📣 Quanto dobbiamo farci sentire?
Il pacer deve essere presente, ma non deve diventare l’animatore della gara:
evitiamo comportamenti troppo colorati.
Non dobbiamo parlare per 21 km, ma nemmeno correre completamente in silenzio guardando soltanto l’orologio.
Gli interventi devono avere un’utilità: avvisare di un ristoro, comunicare un passaggio,
tranquillizzare il gruppo, segnalare un tratto particolare o incoraggiare nei momenti importanti.
«Ragazzi, siamo perfetti.»
«Continuiamo così, ritmo regolare.»
«Ristoro tra poco.»
«Abbiamo qualche secondo di margine, nessuna fretta.»
«Ottimo, continuiamo così.»
Nella prima metà possiamo mantenere un clima rilassato e piacevole.
Nella seconda metà, quando aumenta la fatica, meno parole ma più utili.
Dal km 17-18 l’incoraggiamento diventa particolarmente importante.
Né troppo chiacchieroni, né troppo silenziosi.
Facciamoci sentire quando serve.
Evitiamo soprattutto di trasmettere ansia con continui annunci come
«abbiamo perso 8 secondi!».
Pochi secondi su una mezza si possono gestire con grande calma.
👥 Il gruppo viene prima del singolo
Durante la gara qualcuno ci chiederà di rallentare, qualcun altro di accelerare.
Il pacer deve mantenere il programma previsto.
Non possiamo modificare l’andatura per seguire le esigenze di una singola persona perché dietro di noi
potrebbero esserci decine di runner che stanno facendo affidamento sul nostro ritmo.
Possiamo incoraggiare, tranquillizzare e consigliare, ma il riferimento rimane sempre
il tempo scritto sul palloncino.
🟡 Il palloncino
Il palloncino deve rimanere ben visibile per tutta la gara.
Controlliamo prima della partenza che sia fissato correttamente e che non interferisca con la corsa
o con gli altri partecipanti.
Molti runner, soprattutto quando saranno stanchi, utilizzeranno proprio
quel palloncino giallo come riferimento visivo.
🔥 Gli ultimi chilometri
Dal km 17-18 in poi il gruppo inevitabilmente inizierà ad allungarsi.
Noi continuiamo con il nostro ritmo.
Chi sta bene può essere invitato ad andare:
Chi invece è in difficoltà può trovare nel palloncino un riferimento importante per resistere ancora qualche chilometro.
Negli ultimi 500-1000 metri, se siamo in linea con il tempo previsto, concentriamoci soprattutto
sull’incoraggiare chi è rimasto con noi, senza fare volate o accelerazioni inutili.
⏱️ Ritmi e passaggi di riferimento
I valori seguenti rappresentano i passaggi matematici sul tempo finale esatto
sulla distanza ufficiale della mezza maratona.
Sono riferimenti tecnici: non dobbiamo inseguire il secondo perfetto a ogni chilometro.
| PACER | RITMO | 5 KM | 10 KM | 15 KM | 20 KM | ARRIVO |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1h30′ | 4’16″/km | 21’20” | 42’40” | 1h03’59” | 1h25’19” | 1h30’00” |
| 1h35′ | 4’30″/km | 22’31” | 45’02” | 1h07’33” | 1h30’03” | 1h35’00” |
| 1h40′ | 4’44″/km | 23’42” | 47’24” | 1h11’06” | 1h34’48” | 1h40’00” |
| 1h45′ | 4’59″/km | 24’53” | 49’46” | 1h14’39” | 1h39’32” | 1h45’00” |
| 1h50′ | 5’13″/km | 26’04” | 52’08” | 1h18’12” | 1h44’17” | 1h50’00” |
| 1h55′ | 5’27″/km | 27’15” | 54’31” | 1h21’46” | 1h49’01” | 1h55’00” |
| 2h00′ | 5’41″/km | 28’26” | 56’53” | 1h25’19” | 1h53’45” | 2h00’00” |
| 2h20′ | 6’38″/km | 33’11” | 1h06’22” | 1h39’32” | 2h12’43” | 2h20’00” |
il ritmo/km della tabella è teorico. Se il GPS misura qualche metro in più, inseguire esclusivamente
quel passo medio può portarci fuori dal tempo previsto.
Usiamo il GPS, ma verifichiamo sempre il cronometro sui riferimenti chilometrici ufficiali.
❤️ Il comportamento del pacer
Indossando la maglia pacer rappresentiamo non soltanto noi stessi, ma anche
Abbazia di Pomposa Half Marathon e Runner’s School Italia.
Disponibilità, educazione, sportività e sorriso fanno parte del nostro ruolo tanto quanto il cronometro.
Per noi può essere una gara corsa in controllo.
Per la persona che abbiamo accanto potrebbe essere la mezza maratona della vita.
Aiutiamola a viverla nel modo più bello possibile.
Non dobbiamo dimostrare quanto siamo forti.
Dobbiamo fare in modo che chi vede davanti a sé quel
palloncino giallo possa pensare:
Ed è esattamente questo che deve rappresentare un pacer.









