Monte Sole Trail
Correre nella natura, attraversare la memoria
Un itinerario Trail Running e Trekking nel cuore dell’Appennino bolognese,
attraverso uno dei luoghi più importanti della memoria italiana.
Il percorso in breve
Distanza: circa 13 km
Dislivello: circa 620 m D+
Partenza e arrivo: Il Poggiolo
Tipologia: Trail Running / Trekking
Terreno: sentieri, sterrati, tratti boschivi e crinali
Profilo: collinare, con continui cambi di pendenza
Ci sono percorsi che scegliamo per allenarci.
Altri per il paesaggio, per le salite, per il piacere di correre immersi nella natura.
Monte Sole è qualcosa di diverso.
Questo itinerario di circa 13 km e 620 metri di dislivello positivo
attraversa uno dei territori più belli dell’Appennino bolognese, alternando
sentieri, boschi, salite, crinali e tratti panoramici.
Ma soprattutto attraversa uno dei luoghi più importanti della memoria italiana.
Correre o camminare qui significa fare sport all’interno di un territorio che
conserva ancora oggi le tracce dell’eccidio di Monte Sole e degli avvenimenti
che segnarono queste montagne durante la Seconda guerra mondiale.
Per questo non è semplicemente un bel percorso Trail.
È un percorso da vivere, conoscere e rispettare.
Il percorso
L’itinerario parte da Il Poggiolo e si sviluppa nel cuore
del Parco Storico di Monte Sole.
Dal punto di vista sportivo è un percorso completo: le salite permettono
di lavorare sulla forza e sulla gestione dello sforzo, mentre i continui
cambi di terreno e pendenza richiedono attenzione, capacità di adattamento
e una buona gestione del ritmo.
Nel Trail Running non conta soltanto la velocità.
Soprattutto su un percorso come questo è importante leggere il terreno,
gestire le energie, accorciare il passo nei tratti più ripidi e non avere
problemi a passare dalla corsa alla camminata veloce quando la pendenza lo richiede.
Per chi lo affronta in trekking, la distanza è relativamente contenuta,
ma il dislivello e il terreno rendono comunque l’uscita interessante e allenante.
Ma qui i chilometri raccontano soltanto una parte dell’esperienza.
Un Trail dentro la storia
Il Parco Storico di Monte Sole fu teatro dell’eccidio
avvenuto tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, quando
le truppe naziste della 16ª divisione SS misero in atto una sistematica
operazione di distruzione del territorio.
A essere colpita fu soprattutto la popolazione civile.
Donne, anziani, bambini e intere famiglie persero la vita nei piccoli
nuclei abitati disseminati su queste montagne.
Oggi quei luoghi sono ancora lì.
Ruderi, chiese, cimiteri, sentieri e piccoli insediamenti fanno sì che
la storia di Monte Sole non sia qualcosa da osservare soltanto attraverso
una fotografia o leggere su un libro.
La si attraversa fisicamente.
Ed è questo che rende questo percorso così particolare.
I luoghi della memoria lungo il percorso
Il Poggiolo
È il punto naturale da cui iniziare l’itinerario e rappresenta idealmente
la porta d’ingresso a Monte Sole.
Oggi ospita il centro visite e spazi dedicati alla conoscenza del territorio.
Da qui si entra progressivamente in un ambiente fatto di boschi, sentieri
e piccoli nuclei che raccontano quello che un tempo era il mondo rurale
dell’Appennino: case isolate, campi coltivati e comunità profondamente
legate al territorio.
Un mondo che la guerra avrebbe cambiato per sempre.
Scuola di Pace di Monte Sole
Nel cuore del parco si trova la Scuola di Pace di Monte Sole.
La sua presenza assume un significato particolare proprio in questo luogo:
dove si è consumata una tragedia, oggi si lavora sulla memoria, sui diritti
umani, sulla convivenza e sulla gestione dei conflitti.
È uno dei punti in cui si comprende meglio il significato attuale di Monte Sole.
Ricordare il passato per trasformarlo in consapevolezza.
Caprara di Sotto e Caprara di Sopra
Caprara era uno dei centri della vita sociale della zona.
Qui si trovavano abitazioni, servizi e luoghi d’incontro delle comunità
che vivevano sparse sulle montagne.
Il 29 settembre 1944 anche Caprara venne investita dalla
violenza dell’eccidio.
Oggi restano soprattutto ruderi.
Attraversarli durante il percorso è uno dei momenti in cui cambia
inevitabilmente la percezione dell’uscita.
Per qualche minuto il cronometro perde completamente importanza.
Casaglia
Casaglia rappresenta uno dei luoghi simbolicamente più forti
dell’intero percorso.
Durante il rastrellamento molte persone cercarono rifugio nella chiesa
di Santa Maria Assunta, insieme al parroco don Ubaldo Marchioni.
I soldati entrarono nella chiesa, uccisero il parroco e portarono
le persone verso il vicino cimitero.
Fu lì che si consumò uno degli episodi più drammatici dell’eccidio.
Tra le vittime c’erano anche molti bambini.
Passare da Casaglia significa entrare nel cuore della storia di Monte Sole.
Cimitero di Casaglia
Qui non ci troviamo semplicemente davanti a un monumento costruito
successivamente per ricordare ciò che accadde.
Siamo nel luogo in cui quei fatti avvennero.
È uno dei punti del percorso in cui è naturale fermarsi.
Il silenzio fa parte dell’esperienza e il rispetto del luogo deve venire
prima dell’allenamento.
Ripartire da qui, correndo o camminando, ha inevitabilmente un significato diverso.
Cimitero di Cerpiano
Cerpiano era una piccola comunità in cui vivevano numerose famiglie
e bambini e che durante la guerra aveva accolto anche persone sfollate.
Il 29 settembre 1944 le persone furono radunate nell’oratorio e uccise.
Anche questo è uno dei luoghi che aiutano a comprendere come l’eccidio
abbia colpito non soltanto singole persone, ma l’intera struttura sociale
delle comunità che vivevano su queste montagne.
Ex Oratorio di San Mamante
L’Oratorio di San Mamante racconta invece qualcosa
di Monte Sole prima della tragedia.
Le sue origini sono antiche ed era uno dei punti di riferimento religiosi
e sociali delle comunità rurali dell’Appennino.
Non era soltanto un luogo di culto.
Era uno spazio di incontro, celebrazione e condivisione per famiglie
che vivevano spesso molto distanti tra loro.
Passare da San Mamante permette quindi di immaginare ciò che questo
territorio era prima che la guerra ne spezzasse gli equilibri.
Monte Sole – Cippo Partigiano
Salendo verso Monte Sole si entra anche nella storia della Resistenza.
In questa zona operava la brigata partigiana Stella Rossa,
guidata da Mario Musolesi, detto “Lupo”.
La conformazione del territorio, con montagne, boschi e vallate,
aveva una grande importanza strategica.
Il cippo partigiano ricorda questa presenza e permette di leggere Monte Sole
anche da un’altra prospettiva: quella di un territorio direttamente coinvolto
nella guerra e nella Resistenza.
Monte Caprara
Monte Caprara è uno dei punti più interessanti dell’itinerario anche
dal punto di vista paesaggistico.
La quota e la posizione permettono di aprire lo sguardo sul territorio
circostante dopo aver attraversato diversi tratti più chiusi e boschivi.
Ma anche qui natura e storia continuano a sovrapporsi.
Nella zona sono ancora presenti tracce delle fortificazioni della
Linea Gotica, il sistema difensivo realizzato dalle
forze tedesche durante la Seconda guerra mondiale.
È forse il punto che meglio sintetizza l’intero itinerario:
paesaggio, montagna, guerra e memoria nello stesso luogo.
Come affrontare il percorso
Pur non essendo particolarmente lungo,
13 km con circa 620 m D+ su terreno naturale non equivalgono
a 13 km su strada.
Nel Trail Running il ritmo deve essere adattato continuamente al terreno.
Le salite possono essere corse quando pendenza e fondo lo consentono
oppure affrontate in camminata veloce nei tratti più impegnativi.
In discesa è invece fondamentale non cercare necessariamente velocità:
appoggio, controllo e sicurezza vengono prima del passo al chilometro.
Per chi utilizza questo percorso come allenamento Trail,
può essere un’ottima uscita per lavorare contemporaneamente su:
- forza specifica in salita;
- resistenza aerobica;
- tecnica di discesa;
- gestione dei cambi di pendenza;
- adattamento ai diversi fondi;
- capacità di distribuire lo sforzo.
Ma su questo particolare itinerario c’è un’altra indicazione importante:
concedetevi il tempo di fermarvi.
Non è un percorso nel quale abbia molto senso attraversare Casaglia,
Cerpiano o gli altri luoghi della memoria guardando soltanto il GPS.
Cosa portare
L’attrezzatura deve essere adeguata alla stagione, alle condizioni
del terreno e alle previsioni meteorologiche.
- Scarpe da Trail Running o trekking con buona aderenza
- Abbigliamento tecnico adeguato
- Giacca antivento o antipioggia quando necessaria
- Zaino o gilet Trail
- Scorta d’acqua, indicativamente almeno 1 litro in condizioni normali
- Snack o barrette
- Cappellino o buff
- Bastoncini, soprattutto per il trekking o per chi preferisce utilizzarli in salita
Prima di partire è sempre opportuno verificare meteo,
condizioni dei sentieri e percorribilità dell’itinerario,
soprattutto dopo periodi di pioggia o maltempo.
Correre in un Parco Storico
Monte Sole richiede qualcosa in più rispetto al normale rispetto
che dovremmo avere ogni volta che entriamo in un ambiente naturale.
Ci troviamo all’interno di un Parco Storico e attraversiamo
luoghi nei quali sono avvenuti fatti drammatici.
Per questo è importante mantenere un comportamento adeguato, non lasciare
rifiuti, rispettare sentieri e strutture e soprattutto comportarsi con
particolare attenzione nei luoghi della memoria e nei cimiteri.
Allenarsi e divertirsi è assolutamente compatibile con tutto questo.
Basta ricordarsi dove stiamo correndo.
Monte Sole: un Trail che vale più dei suoi chilometri
Se guardassimo soltanto i numeri, parleremmo di un bel giro di
13 km e 620 m D+ nell’Appennino bolognese.
Ma Monte Sole non può essere raccontato soltanto attraverso distanza e dislivello.
È un percorso dove il Trail Running e il Trekking diventano anche
un modo diverso di conoscere un territorio.
Si corre nei boschi.
Si sale.
Si scende.
Ci si affaccia sui crinali.
Poi improvvisamente ci si trova davanti ai resti di una casa,
a una chiesa, a un cimitero.
E ci si ferma.
Perché qui ogni sentiero porta da qualche parte.
Ma alcuni portano anche indietro nel tempo.
Ed è proprio questo a rendere Monte Sole un luogo davvero speciale
da attraversare a piedi.
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