Monte Sole – Trekking nella Storia

Un percorso tra natura, memoria e consapevolezza

Uscita Trekking Sportivo Runner’s School Italia

📅 12 aprile 2026

  • Ritrovo ore 7.00 – Mag Moda (Ferrara)

  • Partenza trekking ore 8.30 – Il Poggiolo

  • Distanza: 13 km

  • Dislivello: 620 m D+

💰 Costo:

  • 5€ allievi Trekking Sportivo Runner’s School

  • 10€ allievi Runner’s School e tesserarti Corriferrara

  • 15€ esterni (comprensivi di tessera giornaliera CSI)

⚠️ Obbligatorio certificato medico e tesseramento


Un percorso che è molto più di un trekking

Quello che andremo a vivere non è un semplice allenamento.
È un viaggio dentro uno dei luoghi più profondi e significativi della storia italiana.

Il Parco Storico di Monte Sole è teatro dell’eccidio avvenuto tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, quando le truppe naziste della 16ª divisione SS misero in atto una sistematica operazione di distruzione del territorio.

Non fu solo un’azione militare: fu un annientamento della popolazione civile.
Furono uccisi inermi: donne, anziani, bambini, intere famiglie cancellate.

Oggi questi sentieri non raccontano solo una storia.
La custodiscono.


Il percorso

Partiremo da Il Poggiolo, entrando gradualmente nel cuore del parco.
Il percorso alterna salite regolari, crinali panoramici e tratti boschivi, ma soprattutto attraversa luoghi dove ogni pietra ha un significato.


I luoghi della memoria

Il Poggiolo

Il Poggiolo rappresenta la porta di ingresso a Monte Sole, ma anche un passaggio simbolico: da qui si entra in un territorio che non è solo naturale, ma profondamente storico.

Oggi ospita il centro visite e gli spazi didattici, ma un tempo era semplicemente parte di quel mondo contadino fatto di case isolate, campi coltivati e vita semplice.
Un mondo che la guerra ha spezzato in modo irreversibile.


Scuola di Pace di Monte Sole

Situata nel cuore del parco, la Scuola di Pace è uno dei segni più forti della trasformazione di questo luogo.

Dove un tempo si è consumata una tragedia, oggi si lavora per costruire consapevolezza.
Accoglie studenti, gruppi e visitatori da tutta Europa, affrontando temi come memoria, diritti umani e gestione dei conflitti.

È il punto in cui il passato smette di essere solo ricordo e diventa responsabilità.


Caprara di Sotto e Caprara di Sopra

Caprara non era un piccolo borgo qualsiasi.
Era il centro della vita sociale della zona: qui si trovavano servizi, incontri, relazioni.

Quando i tedeschi arrivarono il 29 settembre 1944, colpirono proprio questo nodo vitale.
Gli abitanti vennero uccisi senza possibilità di fuga: alcuni rinchiusi nelle case, altri colpiti mentre cercavano di scappare.

Le testimonianze raccontano di granate lanciate all’interno delle abitazioni e di mitragliatrici puntate su chi tentava di uscire.

Oggi restano solo ruderi e silenzio.
Ma camminando tra queste pietre si percepisce chiaramente che qui non è avvenuto un abbandono… ma una cancellazione.


Casaglia

Casaglia è il cuore emotivo di tutto il percorso.

Quando iniziò il rastrellamento, molte persone si rifugiarono nella chiesa di Santa Maria Assunta.
Era il luogo più sicuro che conoscevano.
Con loro c’era il parroco, don Ubaldo Marchioni, che li accolse e cercò di proteggerli.

I soldati entrarono, li costrinsero a uscire e uccisero subito il parroco.
Poi portarono il gruppo nel vicino cimitero.

Lì avvenne uno dei momenti più drammatici dell’intero eccidio:
mitragliatrici e bombe a mano contro persone indifese.

Molti erano bambini.

Casaglia non è solo un luogo storico.
È il simbolo di ciò che può accadere quando la violenza diventa cieca.


Cimitero di Casaglia

Qui la storia diventa fisica.

Non è un luogo che “ricorda” un evento: è il luogo dove quell’evento è accaduto.
Camminare qui significa essere esattamente dove centinaia di persone hanno perso la vita.

Il silenzio che si percepisce è parte dell’esperienza.
Non è un silenzio vuoto, è un silenzio pieno.


Cimitero di Cerpiano

Cerpiano era una piccola comunità viva, piena di famiglie e soprattutto di bambini.

Durante la guerra si era popolata ancora di più per la presenza di sfollati.
Qui si continuava a vivere: scuola, giochi, quotidianità.

Il 29 settembre tutto si fermò.
Le persone vennero radunate nell’oratorio e uccise.

Alcuni feriti rimasero vivi fino al giorno successivo, quando i soldati tornarono per completare il massacro.

Questo luogo racconta forse più di altri il contrasto tra vita e distruzione.


Ex Oratorio di San Mamante

San Mamante affonda le sue radici in epoca molto antica, probabilmente medievale, ed è uno degli esempi più autentici della religiosità rurale dell’Appennino bolognese.

Non era solo un luogo di culto: era un punto di riferimento per le comunità sparse, un luogo dove ci si ritrovava nelle festività, nelle celebrazioni e nei momenti importanti della vita.

Rappresenta perfettamente quel mondo contadino fatto di relazioni semplici, fede e condivisione.

Non risulta tra i principali luoghi dell’eccidio, ma è profondamente legato alla memoria del territorio: compare anche nelle testimonianze dei sopravvissuti.

Passarci accanto significa vedere ciò che Monte Sole era… prima che tutto cambiasse.


Monte Sole – Cippo Partigiano

Salire verso Monte Sole significa anche entrare nella storia della Resistenza.

Qui operava la brigata partigiana Stella Rossa, guidata da Mario Musolesi “Lupo”, che sfruttava il territorio per controllare le vallate circostanti.

Il cippo ricorda proprio questa presenza.

Monte Sole è quindi un punto di incontro tra due storie:
quella della lotta partigiana e quella della tragedia civile.


Monte Caprara

Monte Caprara è uno dei punti più panoramici del percorso, ma anche uno dei più complessi dal punto di vista storico.

Oltre al valore naturalistico, conserva ancora tracce delle fortificazioni della Linea Gotica, il sistema difensivo costruito dai tedeschi.

Qui si percepisce chiaramente come questo territorio sia stato al centro di una vera e propria guerra combattuta sul campo.

È il punto in cui paesaggio, strategia militare e memoria si fondono.


Materiale obbligatorio

  • Scarpe da trail o trekking con buona aderenza

  • Abbigliamento tecnico adeguato

  • Giacca antivento/antipioggia

  • Zaino con acqua (minimo 1L)

  • Snack/barrette

  • Cappellino o buff

  • Bastoncini (consigliati)


Comportamento e rispetto del luogo

Ci troviamo all’interno di un Parco Storico.

➡️ È richiesto un comportamento rispettoso
➡️ Evitare schiamazzi o atteggiamenti fuori contesto
➡️ Seguire le indicazioni degli istruttori
➡️ Non lasciare rifiuti

Qui si cammina nella memoria.


Conclusione

Questo non è solo un trekking.

È un’esperienza.
È consapevolezza.
È rispetto.

Ogni passo ha un peso diverso.

E proprio per questo…
vale ancora di più.


Iscrizioni e info

ISCRIZIONI

INFO anche WhatsApp: 348 8943829 – Michela Corà