
Pistoia–Abetone: la fatica che diventa leggenda
Intervista ad Aniello “Nino” Sarno
Domenica 29 giugno 2025 torna la storica Pistoia–Abetone Ultramarathon: 50 km tra Pistoia e Abetone, attraverso i suggestivi paesaggi dell’Appennino tosco-emiliano.
Il percorso alterna salite impegnative, discese, falsopiani e il celebre finale in ascesa fino ai 1.388 metri dell’Abetone, con circa 1.830 metri di dislivello positivo da gestire con testa, gambe e strategia.
Non si tratta di una salita continua, ma di una gara che richiede saper dosare lo sforzo e ascoltare il proprio corpo, trasformando la fatica in forza.

Aniello “Nino” Sarno: il cuore tecnico e storico di Runner’s School
Per capire cosa significa davvero correre questa ultramaratona, abbiamo intervistato Aniello “Nino” Sarno, Responsabile Tecnico di Runner’s School Italia, Istruttore di 2° livello FIDAL e storico ra
ppresentante di Corriferrara. Nino ha affrontato la Pistoia–Abetone tre volte, vivendo emozioni, strategie e insegnamenti preziosi.
Intervista ad Aniello “Nino” Sarno
Quante volte hai corso la Pistoia–Abetone?
Nino: “Tre volte: nel 2001, 2004 e 2007.”
Raccontaci la tua prima esperienza, quella del 2001.
Nino: “Era il percorso originale da 52,5 km. Arrivai 4° in 3h43’30”. Per lunghi tratti correvo con Mirco Zanni, poi dal 35° km rimasi solo. Al 42° passai in 2h58’. Stavo pensando di mollare perché non ce la facevo più a so
ffrire così a lungo, ma il mio amico Faustino Innocenti, che mi accompagnava in bici, mi convinse a restare. Alla fine provai a riprendere il 3°, ma finimmo in volata… al rallentatore! Eravamo entrambi esausti, ma sorridenti.”
E nel 2004?
Nino: “Non ero al top, arrivai 6° in 3h48’, la gara era già sul percorso di 50 km. Però tirai la gara per un ragazzo conosciuto dopo 5 km, che fece il suo personale. Questo per me era più importante.”
Il 2007 è la tua gara migliore?
Nino: “Sì. Il percorso era ridotto a 50 km. Rimasi davanti dal 5° km, con solo Barbi davanti, appena rientrato da squalifica, e dietro di me la nazionale italiana che si giocava la selezione per i mondiali IUTA. Mi seguivano a 100-200 metri 3-4 atleti, ma pensai: ‘Se vogliono prendermi, devono accelerare loro’. Fui seguito in macchina da Carletto e Riccardo Giannoni, dell’organizzazione della 50 km di Romagna. Arrivai 2° in 3h41’25″, il terzo arrivò due minuti dopo. Barbi vinse in 3h13’, tempo record per anni. Ecco perché non ho mai fatto la 100 km!” (ride)
Eri già un atleta “master” all’epoca?
Nino: “Avevo 45 anni. Quella gara mi insegnò che la vera forza non sta solo nelle gambe, ma soprattutto nella testa e nel cuore.”
Qual è il messaggio che porti ai runner di Runner’s School?
Nino: “La corsa è gestione, preparazione, ascolto del corpo e rispetto della fatica. La montagna non perdona, ma premia chi la affronta con intelligenza.”
Un evento che parla a tutti
La Pistoia–Abetone comprende anche iniziative come la camminata ludico-motoria di 3 km da Le Regine all’Abetone, aperta a tutti, con particolare attenzione a persone con disabilità e ai loro accompagnatori. Un momento di condivisione e inclusione che arricchisce lo spirito della manifestazione.
Runner’s School e la filosofia della montagna
“Non è la gara a insegnarti a correre. È il modo in cui la prepari che ti insegna a crescere.”
— Aniello “Nino” Sarno
Prepararsi bene, correre con intelligenza, ascoltare il proprio corpo e rispettare la fatica.
La Pistoia–Abetone non è solo una gara: è una metafora di ciò che Runner’s School vuole trasmettere a chi sceglie di mettersi in gioco.
Buona gara a tutti i runner della 48ª edizione!
Che ogni passo sia un gesto di fiducia, e ogni salita un’occasione di crescita personale.