Runner’s Incredibili – La storia di Fauja Singh, il maratoneta eterno

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“Quando invecchi, in realtà torni giovane.”

Questa frase potrebbe sembrare un paradosso. Ma se a pronunciarla è Fauja Singh, allora assume un significato straordinario.

Fauja Singh non è stato soltanto un maratoneta. È stato un simbolo vivente della forza di volontà, della resilienza e dell’incredibile potenziale umano, capace di abbattere ogni barriera legata all’età.

Il 14 luglio 2025, a 114 anni, Fauja è morto in India, travolto da un’auto mentre camminava nel suo villaggio natale, Beas Pind, nel Punjab. Una fine improvvisa, ma in qualche modo coerente con la sua esistenza: sempre in movimento, sempre avanti.


🏃‍♂️ Una nuova vita… a 89 anni

Nato (probabilmente) il 1° aprile 1911, Fauja ha vissuto gran parte della sua vita in modo semplice, lavorando nei campi. Poi, a 89 anni, qualcosa è scattato: la morte della moglie e del figlio lo ha lasciato in un vuoto profondo. Ma invece di arrendersi, ha deciso di reagire: ha cominciato a correre.

Sì, hai capito bene. A 89 anni.

Il suo primo allenatore non ci poteva credere: un uomo così anziano che voleva prepararsi per una maratona? Eppure, Fauja aveva qualcosa che andava oltre la logica: una motivazione incrollabile.


🌍 Una leggenda globale

Nel 2000 ha corso la sua prima maratona ufficiale a Londra, e da lì è stato un crescendo:

  • Toronto 2011: a 100 anni completa la maratona in poco più di 8 ore. È il primo centenario (non ufficialmente riconosciuto per mancanza di documenti) a concludere una 42 km.

  • Ha corso 9 maratone in tutto, e fino a 101 anni ha continuato a partecipare a eventi podistici.

  • È stato testimonial di campagne per la salute e la solidarietà, e persino protagonista di spot pubblicitari Adidas accanto a David Beckham.

Lo chiamavano il Turbaned Tornado, il “Tornado col turbante”, per via della sua fede Sikh che lo accompagnava sempre.


🧘‍♂️ La sua ricetta: semplicità, gratitudine, costanza

Fauja Singh non seguiva tabelle elaborate né integratori sofisticati. La sua dieta era fatta di pane, lenticchie, zuppe, tè e frutta. Dormiva presto, si alzava presto, non portava rancore, non odiava nessuno.

Diceva:

“La mia forza è il pensiero positivo. Se credi in te stesso, nulla è impossibile.”


🕊️ Una morte inattesa, una vita che resta

Il 14 luglio scorso, Fauja è stato investito da un’auto mentre camminava nel suo villaggio. La notizia ha fatto il giro del mondo. Il Primo Ministro indiano lo ha ricordato come “un’icona che ha ispirato milioni di persone.”

E lo ha fatto davvero.

Noi, che amiamo la corsa, lo ricordiamo con gratitudine. Perché ci ha dimostrato che non è mai troppo tardi per cominciare. Che il corpo segue la mente. E che la corsa può diventare una forma di guarigione, rinascita, resistenza e libertà.


🧡 L’insegnamento di Fauja

Fauja Singh non ha vinto le Olimpiadi, non ha fatto record mondiali. Eppure ha fatto qualcosa di più grande:
💥 Ha vinto contro il tempo,
💥 Ha dimostrato che la corsa è uno stile di vita,
💥 Ha ispirato giovani e anziani in tutto il mondo.

E oggi, nel suo ricordo, continuiamo a correre.
Un passo alla volta.
Con il cuore pieno.
Con un sorriso.
Proprio come faceva lui.


Rubrica: Runner’s Incredibili
Testo a cura della redazione di Runner’s Voice
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