Quinta Settimana Fitwalking

Runner’s School Italia – Fitwalking

Fitwalking – Settimana 5 – Più tecnica, intensità e forza

Con la quinta settimana il percorso Fitwalking entra sempre più nel vivo. Dopo il lavoro delle prime settimane, possiamo iniziare ad aumentare gli stimoli senza perdere di vista l’obiettivo principale: migliorare la qualità del movimento prima ancora della quantità.

Due livelli, due percorsi.
Nel Livello 1 continuiamo a costruire tecnica, postura e capacità di mantenere un passo efficace; nel Livello 2 possiamo inserire un lavoro Power più intenso, combinando camminata veloce ed esercizi di fitness.

Fitwalking – Livello 1

Nel collettivo continuiamo il lavoro sulla corretta postura, aggiungendo un elemento fondamentale del Fitwalking: l’utilizzo delle braccia piegate al gomito.

Il movimento delle braccia non è soltanto un dettaglio tecnico: se eseguito correttamente aiuta a rendere la camminata più dinamica, favorisce la coordinazione e permette di aumentare progressivamente l’intensità senza trasformare il gesto in corsa.

👥 COLLETTIVO

Mobilità 5′ + 15′ CL con corretta postura ed inizio apprendimento dell’uso delle braccia piegate al gomito
+ 3×(4′ CM + 2′ CL)
+ 2×(1′ CV + 2′ CL)
+ 8′ CL

Dopo la parte tecnica iniziamo quindi a giocare maggiormente con le diverse intensità, alternando cammino lento, medio e veloce.

🅰️ Scarico
38′: 20′ CL + 15′ CM + 5′ CL

⏱️ Interval
15′ CL + 8×(1′ CV + 1′ CL) + 10′ CL

🏠 Circuito a casa
Ladder 30″: 8-10-12-10-8 rep (squat, bridge, wall push-up, calf raise) + plank 20″ tra blocchi

🏁 Fine settimana
15′ CL + 4 km CM + 10′ CL

L’Interval con 8×(1′ CV + 1′ CL) permette di lavorare sulla velocità del passo attraverso blocchi brevi, cercando sempre di mantenere una buona tecnica.

Lo scarico rimane invece volutamente semplice, mentre nel fine settimana arriviamo a 4 km di CM, preceduti e seguiti dal lavoro a CL.

Fitwalking – Livello 2

Per il Livello 2 introduciamo nel collettivo un lavoro di Fitwalking Power: camminata ad alta intensità abbinata a esercizi di fitness.

A questo aggiungiamo l’utilizzo dei polsieri, passando dai precedenti 350 g a 500 g. L’aumento è piccolo e progressivo: il sovraccarico deve rendere il lavoro più completo senza compromettere la naturalezza e la qualità del movimento.

👥 COLLETTIVO

Fitwalking Power: camminata ad alta intensità, abbinata ad esercizi di fitness, con o senza l’ausilio di polsiere vari pesi da gr. 350 a gr. 500.

🅰️ Scarico
15′ CL + 5 km CM + 5′ CL

⏱️ Interval
10′ CL + 3 km CM + 12×(30″ CV + 1′ CL) + 10′ CL

🏠 Circuito a casa
Ladder 30″: 8-10-12-10-8 rep esercizi corpo libero + plank 25″ tra i blocchi

🏁 Fine settimana
15′ CL + 6 km CM + 10′ CL

Nell’Interval troviamo 12×(30″ CV + 1′ CL). Rispetto al Livello 1 aumenta il numero delle ripetizioni, ma diminuisce la durata del tratto veloce: un modo diverso per stimolare frequenza e brillantezza del passo.

Nel fine settimana il lavoro diventa più consistente con 6 km di CM, inseriti tra 15′ iniziali e 10′ finali di CL.

Il circuito a casa

Per entrambi i livelli rimane il nostro circuito a Ladder 30″: 8-10-12-10-8 ripetizioni, intervallate dal plank.

Nel Livello 1 utilizziamo squat, bridge, wall push-up e calf raise, con 20″ di plank tra i blocchi; nel Livello 2 il lavoro può essere svolto con esercizi a corpo libero e 25″ di plank.

La parola chiave della settimana: qualità

Alla quinta settimana non serve avere fretta di aumentare continuamente chilometri e intensità. L’obiettivo è riuscire a fare meglio quello che già sappiamo fare: postura più stabile, utilizzo più efficace delle braccia, passo più deciso quando richiesto e capacità di cambiare intensità senza perdere la qualità del gesto.

È proprio questa base che ci permetterà, nelle prossime settimane, di continuare a progredire in maniera graduale.

L1 – Settimana 5 – Creazione nuovi runners 33,3%

Runner’s School Italia – Livello 1

L1 – Settimana 5 – Creazione nuovi runners 33,3%

Cinque settimane su quindici: siamo arrivati a un terzo del nostro percorso.
Siamo partiti alternando pochissimi secondi di corsa alla camminata e, settimana dopo settimana,
il nostro corpo sta imparando a sostenere periodi di corsa sempre più lunghi.

33,3%
Creazione nuovi runners
5 settimane completate sulle 15 del nostro percorso.

Un nuovo traguardo: 4 minuti consecutivi di corsa

Questa settimana raggiungiamo un altro piccolo ma importante traguardo:
4 minuti consecutivi di corsa lenta.

Nel collettivo faremo
5 × (4′ corsa lenta + 1′ camminata):
significa arrivare a 20 minuti complessivi di corsa,
mantenendo soltanto brevi recuperi camminati tra un blocco e l’altro.

La parola più importante rimane “lenta”.
Non dobbiamo cercare di correre più forte: dobbiamo imparare a correre progressivamente
più a lungo mantenendo il gesto rilassato e sostenibile.

Da pochi secondi a 4 minuti

Quando si parte da zero, quattro minuti possono sembrare poca cosa.
In realtà rappresentano già un cambiamento importante.

L’obiettivo del Livello 1 non è correre forte e nemmeno dimostrare ogni settimana
di riuscire a fare più del previsto. Stiamo costruendo progressivamente la capacità di
correre con continuità, permettendo contemporaneamente a muscoli,
tendini, articolazioni e sistema cardiovascolare di adattarsi.

Per questo la corsa deve rimanere lenta e rilassata.
Se durante i quattro minuti ci accorgiamo di avere il fiatone o di aspettare disperatamente
il minuto di camminata, probabilmente stiamo semplicemente correndo troppo forte.

16, 20 o 24 minuti di corsa?

Gli allenamenti individuali della settimana propongono una progressione molto semplice:

Allenamento 1
10′ camminata + 4 × (3′ corsa lenta + 1′ camminata) + 10′ camminata


Allenamento 2
10′ camminata + 5 × (4′ corsa lenta + 1′ camminata) + 10′ camminata


Allenamento 3
10′ camminata + 6 × (4′ corsa lenta + 1′ camminata) + 5′ camminata

L’Allenamento 1 rimane volutamente più semplice, con blocchi da 3 minuti,
mentre negli Allenamenti 2 e 3 passiamo ai nuovi blocchi da 4 minuti.
In questo modo possiamo scegliere la proposta più adatta in base a come stiamo recuperando.

Non dobbiamo necessariamente arrivare all’Allenamento 3.
Se abbiamo assimilato bene la seduta precedente possiamo progredire.
Se invece abbiamo fatto fatica o sentiamo ancora stanchezza, possiamo ripetere
tranquillamente la proposta precedente o tornare a quella più semplice.

Prima impariamo a correre, poi penseremo alla velocità

Nel collettivo continuiamo inoltre il lavoro con andature e allunghi,
dedicando una parte della seduta alla tecnica prima del blocco principale.

Non cerchiamo la perfezione: stiamo iniziando a costruire coordinazione, postura
e una maggiore consapevolezza del nostro modo di correre.

In questa fase la priorità rimane una:
aumentare progressivamente la durata della corsa senza trasformarla
in una prova di velocità.

Siamo a un terzo del viaggio

Cinque settimane sono già passate. 33,3% del percorso completato.

Non serve guardare troppo avanti e chiedersi quando riusciremo a correre
30, 40 o 60 minuti consecutivi.

Pensiamo ai quattro minuti di questa settimana. Corriamoli piano,
impariamo a gestirli bene e lasciamo che sia la progressione del programma
a portarci, settimana dopo settimana, sempre un po’ più lontano.

Creazione nuovi runners: 33,3%
Non abbiamo fretta di arrivare alla fine.
Ogni minuto di corsa in più deve diventare qualcosa che il nostro corpo sa gestire.
È così che stiamo creando nuovi runners.

300 m a velocità crescente: tecnica e rapidità senza perdere il controllo

Runner’s School Italia – Qualità Alternativa

300 m a velocità crescente: tecnica e rapidità senza perdere il controllo

Un lavoro veloce corto nel quale impariamo ad aumentare progressivamente la velocità mantenendo una corsa efficace, fluida e controllata.

L’allenamento
10′ RD + 10′ andature per tecnica e postura +
6 × (100 m RG + 100 m RG-20″ + 100 m RG-40″ + 2’00” recupero souplesse) +
10′ RD
Lavoro veloce corto

Questa settimana proponiamo un lavoro veloce corto costruito su blocchi di 300 metri a velocità crescente.
La distanza complessiva della parte veloce non è elevata: l’obiettivo non è accumulare tanti chilometri ad alta intensità, ma lavorare sulla qualità del gesto e sulla capacità di cambiare ritmo.

Ogni blocco è diviso in tre frazioni da 100 metri: si parte a RG, si aumenta a RG-20″ e si conclude a RG-40″.
La velocità cresce quindi in maniera progressiva, senza partenze violente e soprattutto senza trasformare gli ultimi metri in uno sprint.

Come eseguire i 300 metri

Primi 100 m – RG
Entriamo nel blocco senza fretta. La corsa deve essere fluida e controllata.
Secondi 100 m – RG-20″
Aumentiamo la velocità in maniera evidente, cercando però di mantenere una buona postura e un gesto efficace.
Ultimi 100 m – RG-40″
È il tratto più veloce, ma non è uno sprint. Bisogna arrivarci aumentando progressivamente il ritmo e continuando a correre bene.

Attenzione: veloce non significa “a tutta”

Gli ultimi 100 metri sono corsi a RG-40″, ma questo non significa cercare la massima velocità possibile.
Il riferimento al ritmo serve proprio a mantenere il lavoro controllato.
Se accelerando perdiamo completamente postura, fluidità e controllo, stiamo andando troppo forte.

I 2 minuti di recupero souplesse

Dopo ogni 300 m abbiamo 2 minuti di recupero souplesse.
Nel metodo Runner’s School il recupero souplesse è volutamente molto tranquillo:
può essere effettuato camminando oppure con una corsetta lentissima.

Non dobbiamo utilizzare il recupero per aggiungere ulteriore intensità.
Questi due minuti servono a recuperare abbastanza da poter affrontare il blocco successivo nuovamente con qualità.

Prima della velocità viene la tecnica

I 10 minuti di andature per tecnica e postura non sono un semplice riscaldamento aggiuntivo.
Sono parte integrante dell’allenamento.

Preparano il corpo alla fase veloce e richiamano alcuni elementi che dovremo cercare di mantenere anche quando aumenterà il ritmo:
postura, coordinazione, appoggio e fluidità del movimento.

Perché inseriamo questo lavoro

Anche nei periodi nei quali il programma è maggiormente orientato alla resistenza e alle distanze più lunghe,
mantenere alcuni richiami di velocità è importante.

Un allenamento come questo permette di lavorare sulla rapidità, sulla tecnica di corsa e sulla capacità di cambiare ritmo
senza il volume e l’impegno complessivo di una seduta lunga di ripetute.

Correre più velocemente, inoltre, ci obbliga a essere più attenti al gesto:
l’obiettivo non è semplicemente spingere di più, ma cercare di essere rapidi ed efficienti senza perdere il controllo.

Il concetto da portarsi a casa

Ogni 300 m deve essere una piccola progressione:
partire controllati, aumentare la velocità e terminare forte ma ancora padroni della corsa.
La qualità dell’esecuzione viene prima della velocità assoluta.

Fitwalking – Settimana 4: il passo diventa più dinamico

Runner’s School Italia – Fitwalking

Fitwalking – Settimana 4: il passo diventa più dinamico

28 settembre – 4 ottobre

Dopo le prime tre settimane dedicate alla costruzione delle basi, entriamo in una fase in cui il nostro Fitwalking comincia a diventare
più dinamico e consapevole.

In questa quarta settimana continuiamo a lavorare sulla tecnica, ma iniziamo anche a dare maggiore spazio ai
cambi di ritmo: non significa semplicemente camminare più forte, ma imparare ad aumentare la velocità
mantenendo una buona postura e un gesto efficace.

Obiettivo della settimana
Rendere il passo più efficace e dinamico, imparando a cambiare ritmo senza perdere la qualità tecnica del movimento.

Fitwalking

Livello 1

Nel Livello 1 continuiamo soprattutto a costruire il gesto.
La velocità arriverà progressivamente: in questa fase è molto più importante imparare a muoversi bene che cercare
immediatamente di camminare forte.

👥 Collettivo – Tecnica e controllo del passo

Mobilità 5′ + 15′ CL con corretta postura del tronco, perfezionamento della rullata del piede
e variazioni di ampiezza del passo + 5×(2′ CM + 2′ CL) + 6′ CL

Il lavoro tecnico è il cuore della seduta. Ci concentriamo sulla postura del tronco,
sulla corretta rullata del piede e sulla capacità di modificare l’ampiezza del passo
senza perdere fluidità.

Nei 5 blocchi da 2 minuti a CM proviamo poi a trasferire quanto fatto negli esercizi:
il ritmo aumenta, ma il movimento deve rimanere controllato.

🅰️ Scarico – Recuperare camminando

35′: 20′ CL + 12′ CM + 3′ CL

Una seduta semplice e continua, utile per accumulare minuti di attività senza introdurre ulteriori stimoli impegnativi.
La parte centrale a CM rende comunque l’allenamento dinamico, mentre gli ultimi minuti a CL permettono di chiudere gradualmente.

⏱️ Interval – Impariamo a cambiare ritmo

15′ CL + 8×(45″ CV + 1′ CL) + 8′ CL

Otto accelerazioni brevi da 45 secondi introducono un lavoro più brillante.
Nei tratti a CV cerchiamo maggiore frequenza e decisione, senza trasformare l’esercizio in una corsa
e soprattutto senza perdere la tecnica.

Il minuto a CL serve per recuperare e prepararsi alla ripetizione successiva:
l’obiettivo è riuscire a mantenere una buona qualità dall’inizio alla fine.

🏠 Circuito a casa – Forza e stabilità

40″ ON / 20″ OFF × 3 giri (~30′)
Squat, bridge, plank, bird-dog, affondi statici, hollow hold 15–20″

Il circuito completa il lavoro settimanale senza aggiungere altri chilometri.
Forza delle gambe, stabilità del bacino e controllo del tronco sono elementi importanti anche per rendere
più efficace il gesto del Fitwalking.

🏁 Fine settimana – Costruiamo continuità

15′ CL + 2×(2 km CM + 1 km CL) + 10′ CL

È il lavoro più continuo della settimana. I due blocchi da 2 km a CM servono a consolidare la capacità di mantenere
un passo sostenuto per un periodo più lungo, utilizzando il chilometro a CL per recuperare.

Fitwalking

Livello 2

Nel Livello 2 la tecnica rimane fondamentale, ma possiamo iniziare a utilizzarla per sostenere
lavori più strutturati. Aumentano quindi la continuità a CM e la capacità di gestire variazioni di velocità.

👥 Collettivo – Dalla tecnica al ritmo

20′ CL con esercizi di perfezionamento della tecnica +
4×(3′ CM + 1′ CL) + 5×(2′ CV + 1′ CL)

Dopo il lavoro iniziale sulla tecnica, passiamo prima a quattro blocchi a CM e successivamente a cinque blocchi più brillanti a CV.

È importante che l’aumento della velocità derivi da un gesto più efficace:
non dobbiamo sacrificare postura, appoggio e movimento delle braccia per andare più forte.

🅰️ Scarico – Chilometri facili

15′ CL + 5 km CM + 5′ CL

Cinque chilometri continui a CM rappresentano un buon lavoro di consolidamento.
Il ritmo deve essere regolare e sostenibile: non è una prova di velocità, ma un allenamento nel quale impariamo
a mantenere un’azione efficace e costante.

⏱️ Interval – Velocità e progressione

10′ CL + 10×(30″ CV + 1′ CL) + 1 km in progressione da CL a CV + 10′ CL

Le dieci accelerazioni sono brevi: proprio per questo possiamo concentrarci sulla qualità del gesto e sulla rapidità del passo.
Il recupero a CL permette di ripartire ogni volta con una buona tecnica.

La parte più interessante arriva successivamente con 1 km in progressione da CL a CV.
Si parte volutamente piano e si aumenta gradualmente il ritmo fino ad arrivare alla CV.

Attenzione alla progressione
Progressione non significa arrivare al massimo. L’ultimo tratto deve raggiungere la CV mantenendo ancora
un gesto corretto e controllato. Non deve trasformarsi in una prova a tutta.

🏠 Circuito a casa – Il motore del passo

Circuito 45″ ON / 15″ OFF × 2 giri (~35′)
Squat, bridge, wall push-up, bird-dog, side plank

Anche nel Livello 2 manteniamo un richiamo di forza generale.
Un tronco stabile e una buona forza degli arti inferiori aiutano a mantenere una tecnica efficace
anche quando aumentano durata e velocità.

🏁 Fine settimana – Continuità a CM

15′ CL + 4 km CM + 10′ CL

Quattro chilometri continui a CM permettono di consolidare il lavoro svolto durante la settimana.
L’obiettivo è trovare un ritmo regolare, sostenibile e tecnicamente pulito dall’inizio alla fine.

Come gestire gli allenamenti della settimana

Gli allenamenti proposti rappresentano diverse possibilità di lavoro:
non significa che debbano essere svolti tutti.

La frequenza va adattata al proprio livello e soprattutto al recupero.
Se un allenamento ha lasciato particolare stanchezza, meglio scegliere una seduta più semplice.
La continuità nel tempo vale molto più del voler concentrare troppo lavoro in pochi giorni.

Tecnica, ritmo, continuità.

Il nostro Fitwalking cresce settimana dopo settimana.

Sarà bellissimo!

L1 – Settimana 4 – Creazione nuovi runners: 26,6%

Runner’s School Italia – Livello 1

L1 – Settimana 4 – Creazione nuovi runners: 26,6%

Siamo arrivati alla quarta settimana del nostro percorso:
abbiamo completato il 26,6% del programma e, passo dopo passo,
stiamo iniziando a costruire qualcosa che solo poche settimane fa poteva sembrare molto più lontano.

Questa settimana introduciamo un nuovo piccolo traguardo:
3 minuti consecutivi di corsa lenta.

Attenzione però: il nostro obiettivo non è correre più forte e nemmeno aumentare
continuamente il carico. La progressione del Livello 1 deve essere graduale:
il corpo ha bisogno di tempo per adattarsi alla corsa e proprio per questo
modifichiamo una cosa alla volta.

Più continuità, non più corsa

Nel Collettivo di questa settimana c’è un dettaglio molto importante:
non aumentano i minuti totali di corsa.

A cambiare è la loro distribuzione.

Arriviamo a 5 × 3 minuti: sempre
15 minuti complessivi di corsa, ma questa volta organizzati
in frazioni più lunghe.

Perché facciamo così?

Perché progredire non significa necessariamente aggiungere ogni settimana
minuti, chilometri o difficoltà.

In questa fase vogliamo insegnare al corpo a mantenere la corsa per un
periodo leggermente più lungo
, senza aumentare contemporaneamente
anche il volume complessivo.

È un passaggio semplice ma importante: prima impariamo a gestire meglio ciò
che già sappiamo fare, poi continueremo gradualmente a costruire.

Gli allenamenti della settimana

👥 Collettivo
5′ camminata + 10′ andature e allunghi +
5 × (3′ corsa lenta + 1′ camminata) +
5′ camminata + allungamento muscolare
🅰️ Allenamento 1
10′ camminata + 8 × (2′ corsa lenta + 1′ camminata) +
10′ camminata
🅱️ Allenamento 2
10′ camminata + 5 × (3′ corsa lenta + 1′ camminata) +
10′ camminata
🆎 Allenamento 3
10′ camminata + 6 × (3′ corsa lenta + 1′ camminata) +
10′ camminata

Quale allenamento scegliere?

Come sempre, gli allenamenti proposti non sono una scaletta che deve
obbligatoriamente essere completata tutta
.

Per chi sta iniziando a correre da zero, 3 uscite alla settimana sono
più che sufficienti
. La cosa importante è scegliere l’allenamento
successivo in base a come abbiamo assimilato quello precedente.

Se abbiamo recuperato bene, non abbiamo particolari indolenzimenti e
l’allenamento precedente è stato gestito senza difficoltà eccessive,
possiamo provare il livello successivo.

Se invece sentiamo ancora stanchezza o abbiamo fatto fatica a completare
l’allenamento precedente, possiamo tranquillamente
ripeterlo oppure scegliere quello più facile.

Ricordiamolo: ripetere un allenamento non significa essere
rimasti indietro. Significa dare al nostro organismo il tempo necessario
per assimilare il lavoro svolto.

I 3 minuti non sono una gara

Il fatto di riuscire a correre per più tempo non deve portarci ad aumentare
anche la velocità.

I tratti da 3 minuti vanno corsi lentamente, in maniera facile e
controllata
. Dobbiamo cercare un’andatura che ci permetta di arrivare
alla fine della frazione senza essere in affanno eccessivo.

In questo momento non ci interessa sapere quanto velocemente riusciamo a
percorrere quei 3 minuti. Ci interessa che il nostro organismo inizi a
considerare sempre più naturale rimanere in corsa più a lungo.

Non stiamo cercando di correre più forte.
Stiamo insegnando al nostro corpo a correre sempre un po’ più a lungo.

Creazione nuovi runners: 26,6%

Quattro settimane su quindici.

Siamo ancora nella prima parte del percorso, ma rispetto al punto di partenza
qualcosa sta già cambiando: i tratti di corsa diventano più lunghi,
il corpo comincia ad adattarsi e la gestione dello sforzo diventa sempre
più naturale.

Non abbiamo bisogno di accelerare il percorso.
Abbiamo bisogno di continuare.

CREAZIONE NUOVI RUNNERS
26,6%
Sarà bellissimo!

12 × 200 m veloci: lavorare sulla velocità senza perdere il controllo

Runner’s School Italia – Qualità Standard

12 × 200 m tra RG-20″ e RG-40″

Velocità, tecnica e controllo

L’allenamento
15′ RD + 5 × 50-60 m allungo facile + 50-60 m recupero RD + 12 × (200 m oppure 1′ tra RG-20″ e RG-40″ + 1′ recupero souplesse)
Lavoro veloce

Un allenamento dedicato alla velocità, ma nel quale andare forte non significa correre a tutta.

Le frazioni da 200 metri sono sufficientemente brevi da permetterci di correre a ritmi decisamente superiori al nostro RG, mantenendo però un gesto tecnico efficace e soprattutto evitando di trasformare le ripetute in una serie di sprint.

L’obiettivo è riuscire a essere veloci, fluidi e controllati dalla prima alla dodicesima prova.

Prima di correre forte, prepariamoci a farlo

Dopo i 15 minuti a RD, inseriamo 5 allunghi facili da 50-60 metri, recuperando ogni volta con altri 50-60 metri a RD.

Gli allunghi non devono essere degli sprint.

Servono ad aumentare progressivamente la velocità, preparare muscoli e articolazioni e rendere il gesto di corsa più dinamico prima di iniziare la parte centrale dell’allenamento.

Arriviamo quindi ai 200 metri già pronti a correre velocemente, senza dover forzare improvvisamente fin dalla prima ripetuta.

12 × 200 m: veloci, non massimali

Il lavoro centrale prevede:

12 × 200 m tra RG-20″ e RG-40″

oppure, quando non è possibile misurare con precisione la distanza:

12 × 1′ nella stessa fascia di intensità

La forbice di ritmo è volutamente ampia.

RG-20″ e RG-40″ non sono due velocità da raggiungere obbligatoriamente e non significa che ogni ripetuta debba diventare progressivamente più veloce.

Ogni runner deve trovare all’interno di questa fascia il ritmo che gli permette di completare tutte le prove con una buona qualità di corsa.

Chi ha maggiore facilità nei lavori veloci potrà avvicinarsi maggiormente a RG-40″. Chi invece ha caratteristiche più orientate alla resistenza potrà rimanere più vicino a RG-20″.

Entrambe le esecuzioni sono corrette.

La dodicesima deve assomigliare alla prima
Se le prime ripetute vengono corse troppo velocemente e nelle ultime siamo costretti a rallentare nettamente, irrigidirci o correre con una tecnica peggiore, abbiamo probabilmente sbagliato la gestione del lavoro.

Meglio partire leggermente più controllati e riuscire a mantenere una buona velocità per tutte le 12 prove.

La sensazione dovrebbe essere quella di correre forte, ma con ancora il controllo dell’azione.

Non stiamo cercando il 200 m più veloce possibile. Stiamo cercando 12 buoni 200 m.

Il recupero souplesse

Tra una prova e l’altra abbiamo 1 minuto di recupero souplesse.

Nel metodo Runner’s School il recupero souplesse è un recupero volutamente molto blando: può essere effettuato camminando oppure con una corsetta lentissima.

Non dobbiamo preoccuparci del passo durante questo minuto.

Il suo scopo è permetterci di recuperare sufficientemente per affrontare la ripetuta successiva mantenendo velocità e qualità del gesto.

Cosa alleniamo?

  • Velocità e brillantezza
  • Capacità di correre con maggiore frequenza e reattività
  • Economia del gesto a ritmi superiori a RG
  • Coordinazione quando la velocità aumenta
  • Capacità di ripetere più volte uno sforzo veloce senza perdere qualità

È quindi un lavoro che completa molto bene gli allenamenti più lunghi a ritmo gara, medio o aerobico.

Un ultimo riferimento: il ritmo è una guida

Su frazioni così brevi il GPS può essere poco preciso e inseguire continuamente il passo visualizzato sull’orologio rischia di peggiorare l’esecuzione.

Il ritmo indicato serve come riferimento, ma contano anche le sensazioni.

Cerchiamo una corsa brillante e rapida, senza arrivare allo sprint: spinta efficace, appoggi reattivi, postura composta e parte superiore del corpo rilassata.

Se per rispettare RG-40″ dobbiamo irrigidirci o forzare eccessivamente, rallentiamo.

Il concetto da portarsi a casa
La qualità di questo allenamento non si misura dalla singola ripetuta più veloce, ma dalla capacità di completare tutte e 12 le prove con velocità, controllo e una buona tecnica di corsa.

Circuito di potenziamento o salite: costruire forza per correre meglio

Runner’s School Italia – Qualità Alternativa

Circuito di potenziamento o salite: costruire forza per correre meglio

Allenamento
Circuito di potenziamento oppure allenamento in salita
Potenziamento

Questa settimana l’allenamento Alternativo cambia completamente veste:
niente ripetute e niente ritmi da inseguire.

La proposta è dedicata al potenziamento, con due possibilità:
circuito di potenziamento oppure allenamento in salita.

Sono due strade differenti per lavorare su una qualità fondamentale per il runner:
la forza.

Perché un runner deve allenare la forza?

Correre non significa solamente avere fiato e riuscire a mantenere un determinato ritmo.

Ad ogni appoggio il nostro corpo deve assorbire e restituire forza,
mantenendo contemporaneamente una buona postura e un gesto efficace.
Quando la muscolatura comincia ad affaticarsi, infatti, spesso non cala soltanto
la velocità: tende a peggiorare anche la qualità della corsa.

Un lavoro di potenziamento ben inserito nella programmazione può quindi aiutarci
a essere più solidi, più efficienti e più resistenti alla fatica.

Il nostro obiettivo non è trasformare un runner in un sollevatore di pesi:
ci interessa sviluppare una forza funzionale alla corsa.

Opzione 1 – Circuito di potenziamento

Il circuito permette di lavorare in maniera controllata sui principali distretti
muscolari coinvolti nella corsa.

Possiamo utilizzare esercizi come squat, affondi, step-up,
esercizi per polpacci e caviglie, core e stabilizzazione.

L’obiettivo non è arrivare all’esaurimento muscolare.

La qualità dell’esecuzione viene prima del numero di ripetizioni.
Meglio un circuito eseguito con controllo, postura corretta e movimenti precisi
piuttosto che accumulare esercizi quando la tecnica comincia a deteriorarsi.

È inoltre un lavoro facilmente adattabile al livello del singolo runner:
possiamo modificare numero di esercizi, ripetizioni, durata e recuperi.

Opzione 2 – Allenamento in salita

La salita rappresenta una forma di potenziamento estremamente specifica per chi corre.

La pendenza richiede una maggiore produzione di forza ad ogni passo e coinvolge
in maniera importante glutei, cosce, polpacci e catena posteriore.

Attenzione: salita non significa sprintare a tutta.
L’obiettivo rimane costruire forza mantenendo una corsa efficace.

Cerchiamo quindi un appoggio reattivo, passi relativamente corti,
una buona azione delle braccia e un busto stabile
, evitando di
“sedersi” durante la spinta.

Anche in questo caso conta soprattutto la qualità del gesto.

Circuito o salite: cosa scegliere?

Non esiste necessariamente una scelta migliore in assoluto.

Il circuito permette un lavoro più controllato e completo,
nel quale possiamo intervenire anche su core, equilibrio e stabilità.

Le salite trasferiscono invece il lavoro di forza direttamente
nel gesto della corsa.

Una delle due, non entrambe
Questa settimana scegliamo una delle due proposte.
Non è necessario eseguire sia circuito sia salite per rendere l’allenamento
più efficace: rappresentano due alternative dello stesso lavoro.

Una settimana diversa, ma importante

Quando seguiamo un programma di corsa è facile dare importanza soprattutto
ai chilometri e ai ritmi.

Ma migliorare significa anche dedicare spazio alle qualità che permettono
di sostenere meglio quei chilometri e quei ritmi.

Il potenziamento serve proprio a questo.

Non stiamo togliendo spazio alla corsa: stiamo costruendo un corpo più preparato per correre.

Terza Settimana Fitwalking

Runner’s School Italia – Fitwalking

Fitwalking – Settimana 3: cambiamo ritmo, miglioriamo il passo

Dopo le prime due settimane dedicate soprattutto alla costruzione delle basi, iniziamo a fare un piccolo passo avanti.

La parola chiave della terza settimana è controllo: impariamo a cambiare ritmo, ad aumentare l’ampiezza del passo e a camminare più velocemente senza perdere la qualità del movimento.

Il principio della settimana
Andare più forte non significa semplicemente muovere più velocemente le gambe. Nel Fitwalking vogliamo aumentare il ritmo mantenendo postura, rullata del piede, coordinazione e fluidità.

I tre ritmi: CL, CM e CV

Da questa settimana le diverse velocità iniziano ad avere un ruolo sempre più importante negli allenamenti. Imparare a riconoscerle significa anche imparare a gestire meglio lo sforzo.

CL – Camminata Lenta
È il ritmo più tranquillo e controllato. Deve permettere di camminare con facilità, respirazione comoda e grande attenzione alla tecnica. È utilizzata nel riscaldamento, nel recupero e nel defaticamento.

CM – Camminata Media
Il passo diventa più deciso e continuo. Aumenta l’impegno, ma dobbiamo avere ancora la sensazione di poter mantenere il ritmo senza particolare difficoltà.

CV – Camminata Veloce
È il ritmo più brillante. La frequenza aumenta e il gesto diventa più energico, ma non dobbiamo arrivare alla corsa. La tecnica deve rimanere pulita anche quando cresce la velocità.

Perché lavoriamo sull’ampiezza del passo?

Durante il collettivo lavoreremo anche sulle variazioni di ampiezza del passo. Non significa cercare artificialmente una falcata lunghissima, ma imparare a modificare il gesto mantenendolo naturale.

Un passo efficace nasce dalla corretta azione del piede, dalla spinta e dal movimento coordinato di tutto il corpo. Se cerchiamo di allungarlo semplicemente portando il piede molto avanti rispetto al corpo, rischiamo invece di frenare il movimento.

Attenzione: quando aumentiamo il ritmo non dobbiamo pensare soltanto ad allungare il passo. Cerchiamo soprattutto fluidità, frequenza e una buona rullata del piede. La velocità sarà una conseguenza del gesto.

Livello 1 – Costruiamo il movimento

Per il Livello 1 continuiamo il percorso di apprendimento iniziato nelle prime settimane. Durante il collettivo dedicheremo particolare attenzione alla postura del tronco e al perfezionamento della rullata del piede.

Negli allenamenti individuali iniziano poi le prime vere variazioni di ritmo. I tratti di camminata veloce sono ancora brevi e intervallati da recuperi tranquilli: questo permette di concentrarsi sulla qualità del movimento senza accumulare eccessiva fatica.

Obiettivo L1: non cercare la massima velocità. Dobbiamo iniziare a percepire chiaramente la differenza tra una camminata tranquilla e una camminata veloce, mantenendo sempre il controllo tecnico.

Livello 2 – Più continuità e più controllo dei ritmi

Nel Livello 2 aumentano sia la durata sia la struttura del lavoro. La camminata media entra maggiormente negli allenamenti e le variazioni veloci diventano più lunghe.

Il lavoro del fine settimana, con blocchi da 1 km di camminata media + 500 metri lenta + 1 km veloce + 500 metri lenta, richiede soprattutto capacità di gestione: bisogna saper cambiare ritmo senza partire troppo forte e senza perdere efficacia tecnica nei tratti più impegnativi.

Un errore da evitare: trasformare ogni tratto CV in una prova massimale. Camminata veloce non significa camminare a tutta. Dobbiamo trovare un ritmo brillante ma gestibile e tecnicamente corretto.

Il circuito a casa: perché è importante?

Anche questa settimana troviamo un allenamento complementare da svolgere a casa. Squat, ponte glutei, plank, bird-dog, affondi e gli altri esercizi proposti hanno uno scopo preciso.

Forza delle gambe, stabilità del bacino e controllo del tronco contribuiscono direttamente alla qualità della camminata. Un corpo più stabile permette di trasferire meglio la forza al terreno e di mantenere una postura efficace anche quando aumenta la durata dell’allenamento.

Il circuito quindi non è semplicemente un allenamento alternativo: è parte del percorso per diventare camminatori più forti, efficienti e completi.

Come gestire gli allenamenti della settimana

Gli allenamenti proposti rappresentano diverse possibilità all’interno della settimana: non significa che debbano necessariamente essere svolti tutti.

La scelta deve sempre tenere conto del proprio livello, degli altri impegni sportivi e soprattutto di come abbiamo recuperato dall’allenamento precedente.

Se sentiamo le gambe affaticate, possiamo scegliere il lavoro più semplice o concederci maggiore recupero. Se invece abbiamo assimilato bene gli allenamenti precedenti, possiamo proseguire con il programma previsto.

Il messaggio della settimana
Non dobbiamo avere fretta di andare più forte. Prima impariamo a camminare bene, poi impariamo a cambiare ritmo mantenendo la stessa qualità del gesto. È così che, settimana dopo settimana, costruiamo un Fitwalking sempre più efficace.

L1 – Settimana 3 – Creazione nuovi runners 20%

Runner’s School Italia – Livello 1

L1 – Settimana 3 – Creazione nuovi runners: 20%

Siamo solo alla terza settimana, ma qualcosa sta già cambiando.

Fino a pochi giorni fa correvamo per 30 secondi o 1 minuto alla volta. Questa settimana, invece, arriviamo ai 2 minuti consecutivi di corsa.

Può sembrare un aumento piccolo. In realtà, per chi sta iniziando da zero, è un passaggio importante: il nostro organismo sta cominciando a capire che quella cosa chiamata corsa non è più un evento occasionale, ma qualcosa a cui dovrà progressivamente adattarsi.

Creazione nuovi runners: 20%.
Siamo ancora all’inizio. Ed è esattamente dove dobbiamo essere.

La settimana

👥 Collettivo

5′ camminata + 10′ andature e allunghi + 8× (2′ corsa lenta + 1′ camminata) + 5′ camminata + allungamento muscolare

Il collettivo introduce il lavoro principale della settimana: 2 minuti di corsa continuativa alternati a 1 minuto di camminata.

Prima, però, dedichiamo spazio alle andature e agli allunghi. Non sono un semplice riscaldamento: iniziamo fin da subito a costruire coordinazione, postura e una maggiore consapevolezza del gesto della corsa.

🅰️ Allenamento 1

15′ camminata + 10× (1′ corsa lenta + 1′ camminata) + 10′ camminata

È l’allenamento più semplice della settimana e non per questo è meno utile.

Può essere utilizzato dopo una seduta più impegnativa, quando sentiamo ancora un po’ di stanchezza, oppure da chi ha bisogno di qualche giorno in più prima di affrontare con tranquillità i 2 minuti consecutivi.

Tornare a un allenamento più facile non significa tornare indietro. Significa dare al corpo il tempo necessario per assimilare ciò che gli stiamo chiedendo.

🅱️ Allenamento 2

10′ camminata + 6× (2′ corsa lenta + 1′ camminata) + 10′ camminata

Entriamo nel cuore della settimana.

I minuti consecutivi di corsa raddoppiano rispetto alla settimana precedente, ma il numero delle ripetizioni viene inizialmente contenuto.

È una regola che ritroveremo spesso nel percorso: quando aumentiamo una difficoltà, non abbiamo bisogno di aumentare tutto contemporaneamente.

🆎 Allenamento 3

10′ camminata + 8× (2′ corsa lenta + 1′ camminata) + 10′ camminata

È il gradino più alto della settimana.

Arriviamo a 16 minuti complessivi di corsa, ma sempre suddivisi in piccoli blocchi e intervallati dalla camminata.

Ed è proprio questa alternanza che ci permette di aumentare gradualmente il tempo trascorso correndo senza sottoporre il corpo a un carico eccessivo.

La prima cosa da imparare: i 2 minuti devono essere facili

Quando il tratto di corsa diventa più lungo può nascere spontaneamente un errore: cercare di correre più forte.

Non serve.

In questa fase non ci interessa quanto velocemente riusciamo a percorrere quei 2 minuti. Ci interessa riuscire a completarli con una corsa lenta, rilassata e controllata.

Se alla fine dei 2 minuti siete completamente senza fiato, molto probabilmente non avete bisogno di diventare più allenati per riuscirci: dovete semplicemente correre più piano.

Questa è una delle prime grandi lezioni che un nuovo runner deve imparare.

La seconda cosa da imparare: camminare fa parte dell’allenamento

Quel minuto di camminata non è una pausa perché “non siamo ancora capaci di correre”.

È parte integrante dell’allenamento.

Serve ad abbassare lo sforzo, recuperare e permetterci di affrontare il blocco successivo mantenendo una corsa tecnicamente più ordinata.

Toglierlo perché ci sentiamo bene non rende necessariamente l’allenamento migliore.

In questa fase il nostro obiettivo non è dimostrare quanto riusciamo già a correre.
È costruire quanto riusciremo a correre tra qualche settimana.

Il vero allenamento avviene anche quando siamo fermi

Correndo diamo uno stimolo al nostro organismo.

Ma è nelle ore e nei giorni successivi che il corpo cerca di adattarsi a quello stimolo: muscoli, tendini, articolazioni e sistema cardiovascolare hanno tempi differenti di adattamento.

Ed è uno dei motivi per cui all’inizio fare di più non significa necessariamente migliorare più velocemente.

Anzi, uno degli errori più comuni di chi scopre di riuscire a correre è proprio quello di accelerare troppo il percorso.

Noi faremo il contrario.

Un piccolo aumento, lo assimiliamo. Poi un altro piccolo aumento.

È meno spettacolare, ma è così che si costruisce un runner.

Quanti allenamenti devo fare?

Come nelle settimane precedenti, gli allenamenti proposti sono diversi ma questo non significa che dobbiate svolgerli tutti.

Per chi parte da zero, 3 allenamenti settimanali sono già un’ottima frequenza.

La domanda da farci prima dell’allenamento successivo non deve essere:

“Qual è quello che devo fare adesso?”

ma:

“Come ho recuperato dall’ultimo allenamento?”

Se abbiamo recuperato bene, possiamo salire di un gradino. Se sentiamo ancora stanchezza o qualche piccolo affaticamento, possiamo ripetere l’allenamento precedente oppure scegliere quello più semplice.

Il programma ci indica la strada. Le sensazioni ci aiutano a decidere con quale velocità percorrerla.

Creazione nuovi runners: 20% 🏃

Tre settimane fa qualcuno di voi guardava 2 minuti di corsa come qualcosa di molto più lungo di quanto sembri scritto su una tabella.

Adesso quei 2 minuti sono diventati il nostro allenamento.

Non siamo ancora runner?

Non abbiamo nessuna fretta di stabilirlo.

Per il momento continuiamo a mettere insieme piccoli pezzi: continuità, adattamento, tecnica, recupero e un po’ di corsa in più.

La barra di avanzamento segna 20%.
Il bello è che abbiamo appena cominciato.

6 km a ritmi crescenti: RA, RM e RG

Runner’s School Italia – Qualità Standard

6 km a ritmi crescenti: RA, RM e RG

Scarico attivo in progressione

Allenamento
15′ RD + 2 km RA + 2 km RM + 2 km RG + 5′ RD
Scarico

La settimana di scarico non significa necessariamente correre sempre piano o eliminare completamente gli stimoli qualitativi. L’obiettivo è ridurre il carico complessivo, permettendo all’organismo di assimilare il lavoro svolto nelle settimane precedenti, senza perdere sensibilità sui diversi ritmi di corsa.

Questo allenamento nasce proprio con questa logica: volume contenuto, struttura semplice e intensità progressivamente crescente, passando dal Ritmo Aerobico fino al Ritmo Gara.

Come si svolge l’allenamento

15′ a RD – Ritmo Defaticante

La prima parte serve per entrare gradualmente nell’allenamento. La corsa deve essere molto facile e rilassata, senza preoccuparsi della velocità.

Sono 15 minuti utili per sciogliere le gambe e preparare l’organismo ai blocchi successivi. Non bisogna avere fretta: il lavoro vero inizia dopo.

2 km a RA – Ritmo Aerobico

Terminato il riscaldamento si passa ai primi 2 km a RA. È ancora un ritmo pienamente controllato, ma più dinamico rispetto al RD.

La corsa deve risultare fluida e naturale, con la sensazione di poter continuare ancora a lungo.

2 km a RM – Ritmo Medio

Senza recupero si passa direttamente ai successivi 2 km a RM. L’intensità aumenta, ma deve rimanere sotto controllo.

Il passaggio da RA a RM deve essere percepibile ma naturale: non serve accelerare bruscamente, basta assestarsi progressivamente sul nuovo ritmo.

2 km a RG – Ritmo Gara

Gli ultimi 2 km rappresentano il tratto più veloce della seduta, ma anche quello che deve essere interpretato con maggiore attenzione.

RG rappresenta il limite massimo dell’allenamento, non un ritmo da superare.

Questi 2 km non devono diventare una gara o un test. Anche se ci si sente bene e le gambe girano, non è questo il momento di aumentare ulteriormente l’intensità.

L’indicazione è semplice: massimo a RG e, se vengono leggermente più piano, va benissimo. L’obiettivo è terminare il blocco con la sensazione di avere ancora margine, non di aver dato tutto.

Soprattutto in una settimana di scarico, correre più forte del previsto non aggiunge qualità all’allenamento: ne modifica semplicemente lo scopo.

5′ a RD – Defaticamento

Terminati i 6 km centrali, si rallenta nettamente e si chiude con 5 minuti a RD. Il defaticamento permette di abbassare progressivamente l’intensità e concludere la seduta in maniera graduale.

Una progressione costruita sui ritmi


2 km RA → 2 km RM → 2 km RG

Non si tratta di correre ogni singolo blocco in progressione, ma di aumentare il ritmo passando da un blocco al successivo.

Ogni frazione deve essere corsa il più possibile in maniera regolare, rispettando il proprio ritmo di riferimento. In questo modo impariamo anche a percepire con maggiore precisione le differenze tra RA, RM e RG.

Perché inserirlo nella settimana di scarico?

Durante una settimana di scarico vogliamo diminuire lo stress complessivo dell’allenamento senza eliminare completamente gli stimoli.

In questo caso manteniamo un richiamo qualitativo attraverso soli 6 km di lavoro centrale, senza ripetute e senza recuperi, con un aumento dell’intensità graduale e sempre controllato.

È un lavoro che permette di mantenere sensibilità sui diversi ritmi e una buona brillantezza, ma con un carico decisamente più contenuto rispetto alle sedute di qualità delle settimane precedenti.

Il concetto chiave

Scaricare non significa fermarsi: significa dosare lo stimolo.

Partiamo tranquilli, aumentiamo gradualmente l’intensità passando da RA a RM e arriviamo infine a RG, sempre mantenendo il controllo.

L’obiettivo è terminare l’allenamento con buone sensazioni, brillantezza e ancora qualcosa nelle gambe.