La salita ti toglie il respiro, la discesa ti toglie le gambe

Perché le discese distruggono i quadricipiti? La contrazione eccentrica nel trail running

Nel trail running le discese vengono spesso vissute come un momento di recupero dopo la fatica della salita. Il respiro si calma, la frequenza cardiaca tende a scendere e la sensazione generale è quella di fare meno fatica.

Ma questa è solo una parte della verità.

Dal punto di vista cardiovascolare la discesa può sembrare più facile, ma dal punto di vista muscolare rappresenta uno degli stimoli più impegnativi per il nostro corpo, soprattutto per i quadricipiti.

In sintesi: la salita ti toglie il respiro, la discesa ti toglie le gambe. Il motivo principale è la contrazione eccentrica, cioè il lavoro del muscolo mentre si allunga e frena il corpo a ogni appoggio.

La discesa non è un vero recupero

Quando corriamo in salita, il limite principale è spesso rappresentato dal sistema cardiovascolare: il cuore accelera, il respiro si fa più affannoso e il consumo energetico aumenta.

In discesa accade qualcosa di diverso. Il costo metabolico è generalmente più basso, ma il carico meccanico sui muscoli aumenta in modo importante. Ogni passo diventa una piccola azione di frenata, necessaria per controllare la velocità e impedire al corpo di cadere in avanti.

Per questo motivo, dopo un allenamento o una gara trail con molte discese, è comune avvertire quadricipiti doloranti, gambe pesanti, rigidità e difficoltà a mantenere una corsa fluida.

Cos’è una contrazione eccentrica?

Per capire perché le discese affaticano così tanto le gambe, bisogna partire da come lavorano i muscoli.

  • Contrazione concentrica: il muscolo si accorcia mentre produce forza. È il lavoro tipico della spinta in salita.
  • Contrazione isometrica: il muscolo produce tensione senza cambiare lunghezza, come quando manteniamo una posizione stabile.
  • Contrazione eccentrica: il muscolo produce forza mentre si allunga. È il lavoro predominante nelle discese.

Durante la corsa in discesa la gravità tende ad accelerare il corpo verso valle. I quadricipiti devono quindi frenare e controllare questo movimento. Lo fanno sviluppando forza mentre si allungano: questa è la contrazione eccentrica.

Il problema non è il singolo appoggio. Il problema è la ripetizione. In un percorso trail, questa azione si ripete centinaia o migliaia di volte, generando un accumulo progressivo di stress muscolare.

Perché i quadricipiti soffrono così tanto?

La contrazione eccentrica è molto efficiente dal punto di vista energetico: permette di produrre molta forza con un consumo di ossigeno relativamente contenuto. Ecco perché in discesa spesso abbiamo meno fiatone rispetto alla salita.

Il rovescio della medaglia è lo stress meccanico. All’interno del muscolo ci sono strutture microscopiche chiamate sarcomeri, le unità fondamentali che permettono la contrazione muscolare. Quando il muscolo viene allungato mentre produce forza, alcuni sarcomeri possono subire microlesioni.

Queste microlesioni fanno parte del normale processo di adattamento, ma quando il carico è elevato o non siamo preparati possono provocare una perdita importante di efficienza.

  • riduzione della forza muscolare;
  • dolore e rigidità ai quadricipiti;
  • sensazione di gambe pesanti;
  • peggioramento della tecnica di corsa;
  • minore capacità di assorbire gli impatti;
  • maggiore rischio di crampi e cedimenti muscolari.

DOMS: perché il dolore arriva dopo?

Molti runner sperimentano dolori muscolari soprattutto il giorno dopo un allenamento con molte discese. Questo fenomeno si chiama DOMS, dall’inglese Delayed Onset Muscle Soreness, cioè dolore muscolare a insorgenza ritardata.

I DOMS compaiono generalmente diverse ore dopo lo sforzo e possono durare anche alcuni giorni. Sono particolarmente frequenti dopo lavori eccentrici intensi, come discese lunghe, ripide o affrontate a ritmo sostenuto.

Il lattato non è il colpevole

Per anni si è pensato che il dolore muscolare dei giorni successivi fosse causato dall’accumulo di lattato. Oggi sappiamo che questa spiegazione è superata.

Il lattato prodotto durante l’esercizio viene smaltito e riutilizzato dall’organismo in tempi relativamente brevi. Non è lui il responsabile dei dolori che compaiono il giorno dopo.

Nel caso delle discese, il dolore è legato soprattutto al danno muscolare causato dalle ripetute contrazioni eccentriche e alla successiva risposta infiammatoria del corpo.

Da ricordare: il problema delle discese non è l’accumulo di lattato, ma l’accumulo di stress meccanico sui muscoli.

Crampi e danno muscolare: qual è il legame?

Anche i crampi vengono spesso spiegati solo con la perdita di sali minerali. Idratazione e integrazione sono certamente importanti, soprattutto nelle gare lunghe o con caldo, ma non spiegano tutto.

Molti crampi da esercizio sembrano essere collegati anche alla fatica neuromuscolare. Quando il muscolo è danneggiato, affaticato e meno efficiente, il sistema nervoso può perdere precisione nel controllo della contrazione.

In pratica, il muscolo non risponde più in modo ordinato come dovrebbe. Questo può aumentare la probabilità di contrazioni involontarie e dolorose, soprattutto nelle fasi finali di un allenamento o di una gara impegnativa.

Il Repeated Bout Effect: il corpo impara a difendersi

La buona notizia è che il corpo si adatta. Dopo essere stato esposto a uno stimolo eccentrico importante, il muscolo sviluppa una maggiore resistenza a stimoli simili successivi.

Questo fenomeno si chiama Repeated Bout Effect.

In parole semplici: se inseriamo gradualmente le discese nei nostri allenamenti, il corpo impara a tollerarle meglio. I muscoli diventano più resistenti al danno, recuperano meglio e perdono meno forza nelle sedute successive.

È uno dei motivi per cui chi si allena spesso su sentieri, colline o montagne riesce a gestire le discese con più naturalezza rispetto a chi corre quasi sempre in pianura.

Come allenare la capacità di scendere

La capacità di affrontare bene le discese non dipende solo dal coraggio o dalla tecnica. È una qualità allenabile, ma va costruita con gradualità.

1. Allenamento della forza

Squat, affondi, step-up, squat monopodalici assistiti e lavori su una gamba aiutano i quadricipiti e i glutei a sopportare meglio le sollecitazioni eccentriche.

Non serve necessariamente lavorare con carichi enormi. Per molti runner è già molto utile inserire esercizi controllati, progressivi e ben eseguiti.

2. Discese progressive

Le discese vanno allenate come qualsiasi altra qualità. Meglio iniziare con tratti brevi, pendenze moderate e fondo regolare, aumentando gradualmente durata, pendenza e difficoltà tecnica.

Buttarsi subito in discese lunghe e ripide senza preparazione può generare un danno muscolare eccessivo e rallentare il recupero.

3. Tecnica di corsa

Una buona tecnica riduce il carico sui quadricipiti. In discesa è utile cercare appoggi rapidi, passo corto, corpo rilassato e sguardo avanti.

Al contrario, una corsa rigida, troppo frenata o con passi lunghi aumenta lo stress eccentrico e porta più facilmente ad affaticamento muscolare.

4. Pacing intelligente

Nelle prime discese è facile farsi prendere dall’entusiasmo, soprattutto quando le gambe sono ancora fresche. Il problema è che ogni discesa affrontata troppo forte lascia un conto da pagare più avanti.

Gestire il ritmo in modo conservativo, soprattutto nei percorsi lunghi o molto mossi, permette di preservare i quadricipiti e mantenere una corsa più efficiente fino alla fine.

5. Continuità

Gli adattamenti alla contrazione eccentrica tendono a ridursi se per lunghi periodi evitiamo completamente le discese. Per questo, chi prepara gare trail dovrebbe mantenere una certa regolarità negli allenamenti con dislivello.

Cosa puoi fare da subito

  • Inserisci gradualmente percorsi collinari o trail nella tua preparazione.
  • Allena la forza almeno una volta a settimana.
  • Non trasformare ogni discesa in una gara.
  • Cura la tecnica: passi rapidi, appoggi leggeri, corpo rilassato.
  • Evita aumenti improvvisi di dislivello negativo.
  • Dopo sedute con molte discese, rispetta i tempi di recupero.

Conclusioni

Nel trail running le discese non sono semplicemente un momento in cui “si va giù”. Sono una fase tecnica e muscolare molto impegnativa, spesso sottovalutata.

La contrazione eccentrica permette ai quadricipiti di frenare e controllare il corpo, ma allo stesso tempo genera stress meccanico, microtraumi e perdita progressiva di forza.

Comprendere questo meccanismo aiuta ad allenarsi meglio, prevenire errori e affrontare i sentieri con maggiore consapevolezza.

Molti runner allenano il fiato per affrontare le salite. Pochi allenano i muscoli per sopportare le discese.

Eppure, nel trail running, non basta imparare a salire bene. Bisogna imparare anche a scendere.

TREKKING ADVENTURE 52 Gallerie del Pasubio

TREKKING ADVENTURE

52 Gallerie del Pasubio – Domenica 28 giugno 2026

Un’esperienza unica tra storia, natura e montagna lungo uno dei percorsi più spettacolari delle Prealpi Vicentine. Una giornata all’aria aperta per scoprire uno dei luoghi più affascinanti della Prima Guerra Mondiale, immersi in panorami mozzafiato e circondati dalla bellezza del Pasubio.


Programma della giornata

  • Partenza da Ferrara o Ro Ferrarese: ore 6.00 con mezzi propri
  • Ritrovo al Passo Xomo (Posina – VI): ore 8.15
  • Briefing partecipanti: ore 8.30
  • Partenza attività: ore 8.45

I percorsi proposti

Percorso Base – Le 52 Gallerie

Percorso ad anello di circa 13,5 km con 976 metri di dislivello positivo.
La salita avverrà lungo la celebre Strada delle 52 Gallerie, fino al Rifugio Achille Papa (2006 m), per poi rientrare attraverso la panoramica Strada degli Scarubbi.

Si tratta di un percorso impegnativo ma accessibile a chi è abituato a camminare in montagna e desidera vivere l’esperienza delle Gallerie senza affrontare ulteriori deviazioni.

Percorso Avanzato – Dente Italiano e Dente Austriaco

Per gli escursionisti più allenati sarà possibile proseguire oltre il Rifugio Papa fino ai luoghi più simbolici del fronte del Pasubio.

Il percorso completo misura circa 20 km con 1400 metri di dislivello positivo e raggiunge:

  • Dente Italiano
  • Dente Austriaco
  • Zona Sacra del Pasubio
  • Principali opere militari del fronte

Questa variante consente di immergersi completamente nella storia della Grande Guerra visitando alcuni dei luoghi più significativi del conflitto combattuto in alta quota.

Tra il Dente Italiano e il Dente Austriaco si svolse una delle più incredibili guerre di mina dell’intero fronte alpino. Per mesi gli eserciti scavarono gallerie sotterranee nel tentativo di raggiungere e distruggere le postazioni nemiche mediante enormi cariche esplosive.

Ancora oggi è possibile osservare trincee, osservatori, camminamenti, ricoveri e numerose testimonianze di quel periodo drammatico.

Dal punto di vista naturalistico il percorso offre panorami straordinari sulle Piccole Dolomiti, sul Gruppo del Carega, sugli Altipiani Vicentini e, nelle giornate più limpide, fino alle Dolomiti Bellunesi.


Istruttori presenti

Luca Mondin
Michela Corà
Graziella Zappalà

Gli istruttori accompagneranno il gruppo durante l’attività fornendo supporto organizzativo e logistico.


Quota di partecipazione

  • 5 € per allievi Runner’s School Italia e tesserati Corriferrara
  • 10 € per tesserati di altre società sportive
  • 15 € per chi non possiede alcun tesseramento sportivo (comprensivi di tessera giornaliera CSI)

La quota serve esclusivamente a coprire le spese organizzative e assicurative dell’attività.

👉 È obbligatorio compilare il modulo di partecipazione:

ISCRIVITI QUI


Requisiti obbligatori per la partecipazione

Per partecipare all’attività è obbligatorio essere in possesso di:

  • Tessera sportiva valida (CSI, FIDAL o altro EPS riconosciuto)
  • Oppure tessera giornaliera CSI fornita dall’organizzazione
  • Certificato medico per attività sportiva non agonistica o agonistica in corso di validità

Per motivi assicurativi non sarà possibile partecipare senza la documentazione richiesta.


Materiale obbligatorio minimo

Per motivi di sicurezza ogni partecipante dovrà avere con sé:

  • Zaino o zainetto da escursione
  • Scarpe da trekking o trail running con buona aderenza
  • Acqua minima 1,5 litri
  • Snack energetici o pranzo al sacco
  • Giacca impermeabile o antivento
  • Cappello o bandana
  • Telefono cellulare carico
  • Torcia frontale o lampada (obbligatoria per attraversare le gallerie)

Materiale consigliato:

  • Bastoncini da trekking
  • Occhiali da sole
  • Crema solare
  • Maglia di ricambio

Adeguato allenamento

Le 52 Gallerie non rappresentano una semplice passeggiata.

La salita concentra quasi 1000 metri di dislivello positivo nei primi 5 km, richiedendo una buona preparazione fisica e una discreta abitudine alla montagna.

  • Il Percorso Base è consigliato a chi è abituato a camminare per almeno 4-5 ore su sentieri di montagna.
  • Il Percorso Avanzato è riservato a escursionisti allenati e abituati a percorsi lunghi e con importanti dislivelli.

Un buon consiglio è quello di inserire nelle settimane precedenti allenamenti collinari o escursioni con dislivello per preparare adeguatamente gambe e fiato allo sforzo richiesto.


La storia della Strada delle 52 Gallerie

La Strada delle 52 Gallerie è considerata uno dei più straordinari capolavori dell’ingegneria militare italiana.

Costruita dagli Alpini tra il 1917 e il 1918, aveva il compito di garantire un collegamento sicuro tra il fondovalle e le postazioni italiane in quota evitando l’esposizione al fuoco dell’artiglieria austro-ungarica.

Lunga circa 6,5 km, attraversa ben 52 gallerie scavate direttamente nella roccia, alcune delle quali superano i 300 metri di lunghezza e presentano spettacolari curve interne e tratti elicoidali.

Ogni galleria, ogni parete e ogni tornante raccontano ancora oggi la straordinaria capacità di sacrificio e di adattamento degli uomini che operarono sul Pasubio durante il conflitto.

Camminare lungo questo percorso significa immergersi contemporaneamente nella storia, nella natura e nella memoria di uno dei luoghi più significativi della Prima Guerra Mondiale.


Importante

L’attività verrà svolta esclusivamente in presenza di condizioni meteorologiche ritenute idonee dagli organizzatori.

In caso di maltempo, allerte meteo, condizioni del terreno particolarmente pericolose o qualsiasi altra situazione che possa compromettere la sicurezza dei partecipanti, l’organizzazione potrà annullare l’evento, rinviarlo oppure modificare il percorso previsto.

Gli istruttori presenti non svolgono attività di guida alpina o accompagnamento professionale e saranno presenti esclusivamente per accompagnare il gruppo e fornire supporto organizzativo.

Ogni partecipante è personalmente responsabile della propria sicurezza, delle proprie condizioni fisiche e delle proprie scelte durante l’attività.

Prima dell’iscrizione ciascun partecipante è tenuto a valutare attentamente:

  • Il proprio stato di salute.
  • Il proprio livello di allenamento.
  • La propria esperienza su percorsi di montagna.
  • La propria capacità di affrontare distanza e dislivello previsti.

La scelta tra il Percorso Base e il Percorso Avanzato dovrà essere effettuata in modo responsabile e coerente con il proprio grado di preparazione.

Nessun partecipante dovrà sentirsi obbligato a seguire il percorso più impegnativo: l’obiettivo della giornata è vivere un’esperienza piacevole e sicura, nel rispetto delle proprie capacità e dei propri limiti.

Con l’iscrizione all’evento ogni partecipante dichiara di aver letto le informazioni riportate, di essere consapevole delle caratteristiche dell’escursione e di prendervi parte sotto la propria responsabilità.


Una giornata che unisce sport, natura, storia e amicizia.
Ti aspettiamo per vivere insieme una delle escursioni più affascinanti delle montagne venete.

Segantini Trail Experience – Tre giorni di emozioni, amicizia e panorami mozzafiato

Dall’8 al 10 agosto si è svolto il primo Camp di Allenamento Trail organizzato da Runner’s School Italia: Segantini Trail Experience.
Tre giorni intensi, immersi nella natura selvaggia della Val d’Amola, con base al leggendario Rifugio Segantini a 2.373 metri di altitudine, ai piedi delle Dolomiti di Brenta.
Alla guida di questa avventura, due istruttori d’eccezione: Pierre Casole, ideatore del progetto, e Massimo Corà di Runner’s School Italia.


Venerdì – L’arrivo e il primo assaggio di montagna

Sveglia all’alba: partenza alle 5.30 da Ferrara, con tappe intermedie a Villamarzana e Verona per raccogliere gli altri membri del gruppo.
Alle 9.45 arriviamo al Rifugio Nambrone, e da lì percorriamo gli ultimi chilometri di strada di montagna fino al parcheggio, a circa 2000 metri di quota, dove ci attende Pierre, già acclimatato dopo dieci giorni in quota.

Zaini in spalla e via, tre chilometri di salita con poco più di 300 metri di dislivello per raggiungere il rifugio. Giusto il tempo di sistemarsi e rifocillarsi, e nel primo pomeriggio siamo già pronti per la prima uscita: un anello di 4,5 km che ci porta fino alla Malga d’Amola e poi di nuovo al Segantini.
La magia del gruppo inizia a farsi sentire subito: complicità, sorrisi e tanta voglia di condividere. La serata si chiude con una cena genuina preparata dai ragazzi del rifugio, un tramonto indimenticabile e le Dolomiti illuminate dalla luna. Poi tutti a letto presto: il giorno dopo ci aspetta una tappa importante.


Sabato – Il giro dei laghi e potenziamento

Sveglia presto e partenza per il Giro dei Laghi. Prima tappa: la Bocchetta de Om; da lì scendiamo verso il Lago di Cornisello Superiore, poi l’Inferiore e infine il suggestivo Lago Nero.
Un percorso di 12,5 km con 626 metri di dislivello positivo, tra salite impegnative e panorami da cartolina.

Il pomeriggio non è di riposo: Pierre guida una sessione di potenziamento muscolare, fondamentale per affrontare con forza e tecnica le sfide del trail running.


Domenica – La sfida finale al Lago Vedretta

L’ultima giornata è anche la più impegnativa: si parte verso i 2.619 metri del Lago Vedretta.
Una salita che mette alla prova gambe e fiato, ma che ci regala uno spettacolo senza paragoni.
Alla fine, 13 km e 1.100 metri di dislivello positivo che ci lasciano stanchi ma con il cuore pieno di soddisfazione.

Dopo una doccia rigenerante e un panino, è il momento di salutare il rifugio e fare ritorno verso casa.


Un’esperienza che resta dentro

Questo camp, il primo nella storia di Runner’s School Italia, ci ha regalato molto più di allenamenti e panorami:

  • Ci ha fatto conoscere nuove persone con cui condividere la passione per la corsa in montagna.

  • Ci ha permesso di metterci alla prova, superare i nostri limiti e vivere la montagna in modo autentico.

  • Ci ha fatto scoprire luoghi incantevoli, che restano impressi nella memoria e nel cuore.

Il risultato? Oltre ogni aspettativa.
Abbiamo già voglia di ripetere l’esperienza e sappiamo che la prossima volta saremo ancora di più.


Le parole degli allievi e istruttori

Mi sono portata a casa la maglietta del rifugio come diversi di voi! Ma adesso guardandola non è solo una maglietta, e’ un ricordo tangibile di quanto è stato in questi 3 giorni. La Silvia di qualche tempo fa non ci avrebbe pensato minimamente ad una roba del genere ☺️ questa maglietta è molto più di un ricordo ! E’ aver oltrepassato la mia “confort zone” come spesso dice Max… provate a spingervi più in là di essa… ci ho provato, ce l’ho fatta.. a mio modo 😜.. ma con il supporto di tutti voi che sentivo realmente ce l’ho fatta ✔️ Ancora grazie per questi bellissimi giorni, tra l’altro immersi in una natura mozzafiato ! Buona giornata 🤗🤗 evviva la Madonna del Cardo 🙏🤩
– Silvia Grazioli

Si è concluso il primo progetto Runner’s School Italia di Camp di Allenamento e quello che resta dopo questi 3 giorni è tantissima roba.
Condividere con tanti vecchi e nuovi amici questa esperienza è stato fantastico e siamo già al lavoro per progettare il prossimo viaggio!!
Grazie di cuore a tutti gli amici vecchi e nuovi che hanno condiviso l’avventura, avere un gruppo così bello, unito e motivato fa la differenza, spero che vi sia piaciuta a tutti quanto è piaciuta a noi!
Grazie ai ragazzi del Rifugio Segantini che sono stati super ospitali.
E un grazie speciale a Pierre, un grande istruttore e amico che ha avuto questa idea e che ha gestito tutto il progetto! ❤️
– Massimo Corà (istruttore)

Ciao ragazzi, come sapete io non conoscevo nessuno🫣
Vista la locandina su Instagram e il programma – che mi suonavano interessanti – mi sono iscritta. Così, alla kamikaze😆. Ma alla fine il weekend non si è svolto come immaginavo perché… meglio. Corse di trail, coach attenti e gentilissimi, scenari di montagna incredibile, rifugio impeccabile, nozioni e tecnica di corsa ma soprattutto… Gruppo con cui mi sono trovata benissimo 🌟 grazie a tutti
– Roberta Marcazzan

È stata un’esperienza MERAVIGLIOSA! La prima (come si è visto) per me in rifugio.
Grazie al gruppo che è stato super, grazie a Pierre e grazie a Massi ♥️🌙
– Sofia Ghetti

Grazie della bella compagnia siamo un gruppo fortissimo siete unici e si vede che siete dei trailrunners #MOUNTAIN LOVE #passionetrail #terzotempo
Non vedo l’ora di una rimpatriata e magari della prossima esperienza
– Renato Finco


E adesso?

Il Segantini Trail Experience è stato solo l’inizio.
Runner’s School Italia sta già lavorando al prossimo Camp di Allenamento: un’occasione per vivere la montagna, migliorare la tecnica di corsa, allenarsi con istruttori qualificati e far parte di un gruppo speciale.

Se vuoi esserci anche tu alla prossima avventura… prepara lo zaino e tieniti pronto!


Galleria

Trail e Trekking Experience: Alla scoperta di Villa Draghi e del Monte delle Valli

Trekking & Trail – Mercoledì 24 luglio ore 19:30

📍 Partenza: Parcheggio del Museo del Termalismo Antico e del Territorio – Montegrotto Terme (PD)
🥾 Due percorsi: Trekking 6,9 km (360 D+) – Trail 9,4 km (490 D+)
🌅 Ritrovo ore 19:15 – Partenza ore 19:30 precise


Un luogo suggestivo tra natura, storia e panorami mozzafiato

L’uscita di questa settimana ci porta in uno degli angoli più affascinanti dei Colli Euganei: Villa Draghi, un gioiello incastonato nella vegetazione collinare, tra antiche dimore, boschi, scorci panoramici e sentieri tecnici ma accessibili.

Il percorso si snoda in gran parte lungo il Sentiero 18 Villa Draghi, uno dei più amati e frequentati della zona, ma non mancheranno deviazioni inedite e stimolanti per chi vorrà cimentarsi nel trail o cercare un trekking più completo.


Un po’ di storia: Villa Draghi e il suo parco

Villa Draghi domina dall’alto un piccolo poggio panoramico da cui lo sguardo si apre verso l’anfiteatro naturale della pianura veneta: nuclei abitati, corsi d’acqua, sorgenti termali e campi coltivati disegnano un paesaggio incantevole.

La Villa prende il nome dalla famiglia Draghi, che vi abitò tra il XIX e il XX secolo. L’edificio attuale, in stile neogotico veneziano, fu costruito intorno al 1850 da Pietro Scapin, riprendendo le forme del Palazzo Ducale di Venezia. Alla base del percorso troviamo gli antichi edifici rustici della Villa, oggi sede del Museo del Vetro d’Arte e delle Terme.

Il parco circostante è uno dei più estesi collinari privati del Veneto, con 32 ettari di boschi, radure, viottoli e zone coltivate. Il paesaggio cambia continuamente: da sentieri ombrosi a scorci aperti, da vegetazione mediterranea (corbezzolo e fico d’India nano) a castagneti e querce.

Lungo il cammino si incontrano anche luoghi curiosi, come un’antica cava di perlite e cavità utilizzate un tempo come ghiacciaie.


I percorsi

🥾 Percorso Trekking – 6,9 km | 360 m D+

Un anello vario e mai banale: partendo dal Museo, si segue il Sentiero 18 fino a Villa Draghi e poi si affronta la salita al Monte del Soave, da cui si gode di un ampio panorama. Da lì si ridiscende per rientrare nell’anello principale, tra vegetazione fitta, tratti panoramici e sentieri battuti. Adatto a chi ama camminare con ritmo ma senza eccessivi tratti tecnici.

🏃‍♂️ Percorso Trail Running – 9,4 km | 490 m D+

Un percorso più lungo e impegnativo che, oltre al passaggio a Villa Draghi, include la salita al Monte delle Valli per i suoi suggestivi tornanti e la discesa per il sentiero Piccola Liguria, stretto, roccioso e panoramico. Da lì si riprende l’anello di Villa Draghi per chiudere il giro. Un trail adatto a chi ha un po’ di gamba e vuole mettersi alla prova in un contesto spettacolare.


ℹ️ Info utili

  • 📌 Ritrovo ore 19.15 presso il parcheggio del Museo del Termalismo – Montegrotto Terme

  • 💧Portare acqua, un gel o barretta energetica, abbigliamento e scarpe adeguate e antizecche (consigliato)

  • 🔦 Consigliata una luce frontale per i tratti in ombra o in caso di rientro dopo il tramonto

  • 🆓 Questa è un’uscita libera: ognuno è responsabile della propria sicurezza

  • 👟 Gli istruttori presenti sono solo a supporto come accompagnatori

  • 🙋‍♂️ È richiesta buona autonomia sul sentiero e un minimo di allenamento


Per chi è questa uscita?

Questa uscita è perfetta per:
🔹 Chi ama camminare o correre immerso nella natura
🔹 Chi vuole scoprire nuovi sentieri e angoli nascosti dei Colli Euganei
🔹 Chi ha voglia di allenarsi in compagnia, divertendosi e senza pressione
🔹 Chi cerca un’esperienza completa: sportiva, paesaggistica, storica

Venerdì 27 Giugno: Preparati a Conquistare il Monte Rua con Trail & Trekking Adventure

 

🏔️ Trail & Trekking Adventure – Venerdì 27 Giugno
Galzignano Terme – Colli Euganei

🌄 Due percorsi, un’unica esperienza immersiva nei boschi del Monte Rua. Preparati a vivere un’avventura tra natura, storia e fatica buona.
Che tu voglia metterti alla prova con il trail o goderti una camminata impegnativa in trekking, questa serata è fatta per te.

📍 Ritrovo

Dove: Parcheggio Scuola Elementare Da Vinci – Galzignano Terme
A che ora: ore 19.15

Partenza allenamento: massimo alle 19.30 – non aspettiamo ritardatari!

🥾 Due Percorsi Disponibili

  1. Trail Running – 10 km | +442 m D⁺
    Un tracciato dinamico, con salite importanti, passaggi tecnici nel bosco e panorami mozzafiato.
    Passaggi: via Saggini, via dell’Eremo, Passo del Roccolo, targa Concetto Marchesi, Monastero Monte Rua, via Casette, via Scala, Belvedere della Croce, via Pianzio.
  2. Trekking – 6,6 km | +384 m D⁺
    Un percorso escursionistico di tutto rispetto, perfetto per chi vuole godersi i Colli Euganei con passo sostenuto e spirito contemplativo.
    Passaggi: targa Concetto Marchesi, Monastero Monte Rua, via Monte Rua, Belvedere della Croce, via Pianzio.

🏛️ Cosa incontreremo lungo il percorso

🪧 Targa a Concetto Marchesi

Una sosta colma di significato, posta in mezzo al bosco poco prima del Monastero. Concetto Marchesi, latinista, scrittore e partigiano, frequentava spesso questo luogo come rifugio spirituale. Nella targa è riportato un estratto da Il libro di Tersite dove descrive il Monte Rua come “un colle di 423 metri dove lo sguardo spazia come da un valico alpino”. Un invito alla riflessione nel silenzio della natura.

⛪ Monastero del Monte Rua

Fondato nel 1339, è uno dei luoghi più affascinanti dei Colli Euganei. Ancora oggi abitato dai monaci Camaldolesi, è visitabile solo dall’esterno. Sorge in posizione panoramica tra faggi e castagni secolari, e rappresenta un simbolo di solitudine e spiritualità. Il suo perimetro murato e la torre campanaria fanno da sfondo a uno dei momenti più suggestivi del nostro itinerario.

🌄 Belvedere della Croce

Ultimo punto panoramico prima della discesa verso Galzignano. Da qui si aprono scorci spettacolari sui Colli e sulla pianura padana. Nei giorni limpidi si intravedono persino le Prealpi. Fermarsi qui un istante è quasi obbligatorio.

🎒 Materiale obbligatorio

  • Scarpe da trail running o da trekking
  • Cellulare carico con mappa del percorso
  • Acqua o borraccia (almeno 0,5 litri)
  • Un gel o una barretta energetica

⚠️ Avvisi importanti

  • Arrivate puntuali: partiremo massimo alle 19.30
  • Scegli con criterio il percorso in base al tuo reale livello di allenamento
  • Non è un’uscita turistica: è allenamento tecnico in ambiente collinare
  • Rispetta il gruppo: ognuno sarà responsabile del proprio passo e della propria autonomia

📸 Vuoi un ricordo?

Faremo qualche foto e raccoglieremo emozioni da condividere.
Porta il sorriso, anche se sudato! 😅

💥 Partecipazione e responsabilità

L’uscita Trail & Trekking Adventure è gratuita per tutti i tesserati Corriferrara e per gli allievi di Runner’s School Italia.

Ricordiamo però che, trattandosi di un allenamento tecnico in ambiente collinare, ognuno è responsabile di sé stesso durante tutta la durata dell’uscita.
Corriferrara e Runner’s School declinano ogni responsabilità per eventuali danni a persone o cose che possano verificarsi lungo il percorso.

Sarà comunque presente un supporto di 2 istruttori Runner’s School, il cui compito sarà esclusivamente di accompagnare e aiutare i partecipanti, senza intervenire in modo diretto nella gestione delle situazioni personali.

 

📥 Percorsi su Garmin Connect